La paglia, trinciata, veniva riversata nelle vasche di macerazione con della calce; poi pestata nelle molazze, scaricata nell’attigua vasca dotata di squotitore dove veniva diluita e ridotta in poltiglia; da qui, tramite tubi, trasportata alla macchina continua dove, pressata tra un feltro e i cilindri, diveniva foglio continuo che, tagliato, veniva portato al p. 1 per essere essiccato all’aria. Al p. t. 2 magli battevano i fogli per compattare le fibre; poi venivano imballati e pressati.
Il fabbricato chiude a Sud il vasto piazzale delimitato ad Est e Sud dalla roggia, e su cui si affacciano gli altri edifici del complesso. Ha pianta a L inclinata, un ampio corpo aggettante che definisce il fronte principale, a Nord-Est; è disposto su 2 livelli, con la parte Sud-Est porticata al p. t., sorretta da pilastri, dove insiste la grande ruota. Ha strutture orizzontali in legno, laterizio e c. a.; strutture verticali in pietra, ciottoli, laterizio intonacate, pilastri in laterizio e c. a.; tetto a falde con manto parte in tegole e parte in eternit su ossatura in legno. Il prospetto principale, affacciato sul piazzale, era reso tripartito dall’andamento del tetto con oculi a coronamento: il p. t. per gran parte a giorno, il p. 1 è chiuso in parte da grate in laterizio per consentire una buona ventilazione dei locali destinati all’essiccazione dei fogli, in parte è percorso da finestre ad arco a tutto sesto con imposte in legno. Lesene a tutta altezza scandiscono i prospetti.