in basso: MARC BETRAM
La composizione è fortemente geometrica, pur mantenendo un senso di organicità dato dalla curvatura delle superfici. Si distingue una base tronco-piramidale o troncoconica, sulla quale si innesta un corpo scultoreo più complesso. Quest'ultimo è caratterizzato dalla giustapposizione di elementi circolari e curve concave e convesse, che si aprono e si chiudono nello spazio. La struttura suggerisce un movimento rotatorio o un'espansione, quasi una fioritura astratta o un meccanismo simbolico. I dischi, o porzioni di essi, sembrano emergere da un nucleo centrale, creando un gioco di pieni e vuoti che interagisce con l'aria e la luce. La pietra mostra una finitura che alterna superfici levigate, specialmente nelle aree più in evidenza dei dischi, a una base più scabra e meno definita, tipica della lavorazione a scalpello.
Marc Bertram racconta del suo lavoro dicendo “già da anni lavoro su un diario giornaliero dedicato alle sculture, nel quale elaboro situazioni ed avvenimenti importanti del mio personale ambiente un tema come l’influenza aviaria ed il conflitto non sarebbe stato interessante per gli uomini se i media TV e giornali non avessero fatto tanto ci prende davvero la grande angoscia dell’influenza o è solamente un gioco dei media e un pericolo c’è e oggi non è più piccolo di ieri certo per la televisione ed i giornali tra breve non sarà più interessante questo veloce cambiamento mi rompe dell’opera una solida scultura in sasso con il mio lavoro voglio che l’osservatore pensi ancora all’influenza non nella forma del ricordo pieno di angoscia bensì in un dialogo artistico nel linguaggio della scultura sensatamente vorrei suscitare il conflitto dell’importanza dell’individualismo dell’uomo nella complessità della natura la domanda principale dominiamo la natura o verremo dominati come mezzo metto costruisco il monumento di un virus che in un altro grosso rapporto dall’osservatore verrà collocato”.
L’opera si presenta come un segno spiazzante e potente di un corpo lapideo che rimanda alla struttura ingrandita di un virus. Nella sua monumentalità Bertram ha voluto trasformare una paura collettiva fugace in un oggetto eterno di memoria e riflessione. La scultura diventa un memento non tanto dell’angoscia quanto della capacità dell’arte di trasformare l’ansia passeggera in linguaggio e in occasione di dialogo.
Marc Bertram ha intrapreso un percorso formativo incentrato sulla progettazione e la scultura. Tra il 1988 e il 1994, ha frequentato la FH Aachen, specializzandosi nello studio della progettazione di oggetti con particolare attenzione alla scultura, sotto la guida del Professor Lutz Brockhaus. Questo periodo di formazione culminò nel 1994 con il conseguimento del diploma con lode, segnando l'avvio della sua carriera professionale.
Già dal 1993, Bertram aveva iniziato a operare come insegnante d'arte, un'esperienza che si affiancò presto alla sua attività principale. Dal 1994, infatti, si è affermato come scultore ad Aquisgrana, città in cui ha anche ricoperto il ruolo di docente presso il centro culturale Barockfabrik tra il 1996 e il 1998, consolidando la sua presenza nel panorama artistico e didattico. Nel 2002, la sua sede operativa si è trasferita a Bierbergen, nella Bassa Sassonia.
L'approccio artistico di Marc Bertram è stato efficacemente sintetizzato da Karin Odendahl-Tobias, la quale ha osservato che le sue sculture rappresentano "pensieri portati a un punto netto, preciso e tuttavia sottile, idee rigorosamente visualizzate che spesso segnano un certo 'confine'". Questa descrizione evidenzia la capacità dell'artista di tradurre concetti complessi in forme scultoree definite ma al contempo evocative, suggerendo una dialettica tra precisione formale e profondità concettuale che caratterizza la sua produzione.