di lato in basso: Villibossi 08
L'opera si presenta con una forma astratta e slanciata, caratterizzata da un'alternanza di superfici lisce e lavorate con scanalature verticali che suggeriscono un ritmo ascendente. La parte inferiore della scultura poggia su una base irregolare, anch'essa in pietra, che sembra emergere dal terreno in modo organico.
Villi Bossi ha avuto una formazione artistica presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove ha studiato sotto la guida di Lodovico Caraventa. Ha inoltre approfondito la sua pratica frequentando la Scuola Libera di Figura diretta da Nino Perizi, presso il Museo Revoltella di Trieste. Dal 1964, Villi Bossi ha sviluppato una carriera prolifica e internazionale, caratterizzata da un'intensa attività espositiva e di partecipazione a simposi. Ha tenuto numerose mostre personali in Austria e in diverse città italiane e ha preso parte a oltre 40 simposi internazionali di scultura, un'esperienza che spesso lo ha portato a realizzare opere monumentali destinate a spazi pubblici.
«Foglia e semi cadendo annunciano la speranza in una futura nascita» con questa frase Villi Bossi identifica un'opera esemplare della sua poetica, caratterizzata da una profonda connessione con la natura, un linguaggio astratto ma evocativo e una ricerca spirituale attraverso la materia. La scultura si presenta come un blocco monolitico di pietra chiara, lavorato con superfici lisce e sinuose che contrastano con la base più grezza e irregolare da cui emerge. Questa dicotomia tra la forma levigata e la base rocciosa sottolinea il processo creativo dell'artista, che trae ispirazione dalla materia naturale per trasformarla in una forma astratta ma ricca di significato. La base irregolare suggerisce un'origine tellurica, un legame indissolubile con la terra, da cui il "seme" ideale emerge. La forma verticale e slanciata dell'opera evoca, come suggerito dal titolo, un germoglio, un elemento vitale in procinto di schiudersi. Le scanalature verticali e le increspature sulla superficie della scultura richiamano le venature di una foglia, le pieghe di un petalo o le nervature di un tronco, elementi che nella poetica di Bossi simboleggiano la vita, la crescita e la rigenerazione. I due intagli orizzontali e paralleli visibili su un lato della scultura possono essere interpretati come fessure attraverso cui la vita emerge o come segni essenziali che scandiscono il ritmo dell'esistenza. Bossi, nella sua ricerca artistica, mirava a cogliere l'essenza delle forme naturali e a tradurle in un linguaggio scultoreo che fosse al tempo stesso universale e profondamente personale. "Il seme della speranza" incarna questa filosofia: non è una rappresentazione figurativa diretta, ma piuttosto un'allusione simbolica alla forza intrinseca della natura e, per estensione, alla capacità umana di rinascita e prospettiva futura. Il "seme" diviene metafora di un nuovo inizio, di una possibilità di sviluppo e fioritura, un messaggio di ottimismo e resilienza.