scultura, Van Hoang Huynh

Titolo
Profilo geometrico
Autore
Van Hoang Huynh (1971/) - ideatore/ esecutore
Cronologia
2010/05/09 - 2010/05/23
Collocazione
Lignano Sabbiadoro (UD) Lignano Pineta
Parco del mare
Codice scheda
OAC_788

La scultura è composta da due blocchi principali: una base cubica che funge da piedistallo e un elemento superiore più complesso, che sembra "incastrarsi" in modo dinamico e precario sulla base. Il blocco superiore presenta una forma irregolare, con un taglio netto che lo divide, creando un senso di tensione e movimento all'interno della sua massa statica. Sul lato visibile del blocco superiore, è presente un elemento circolare incassato.

Huynh Van Hoang, nato a Vientiane nel 1971 e arrivato in Italia giovanissimo, rappresenta una voce singolare nella scultura contemporanea, capace di coniugare la delicatezza delle sue origini orientali con la solidità della tradizione occidentale del marmo. Formatosi dapprima presso l’Istituto d’Arte Passaglia di Lucca e poi nello stimolante ambiente di Pietrasanta e Carrara, ha appreso dai maestri locali attraverso l’osservazione diretta e l’esperienza quotidiana in laboratorio, fino a diventare un raffinato interprete della materia lapidea. Dal 1999 ha preso parte a numerosi simposi internazionali — dall’Argentina alla Siria — consolidando una cifra stilistica che privilegia il figurativo, pur aprendosi talvolta a sperimentazioni astratte.
L’opera realizzata per il Parco del Mare si colloca in questa linea di ricerca, proponendo un linguaggio geometrico e stilizzato. Blocchi squadrati e volumi incastrati tra loro compongono una figura verticale che sembra oscillare tra la solidità del costrutto e la precarietà di un equilibrio continuamente ricercato. L’artista stesso ha dichiarato: «Ho voluto giocare con le forme geometriche muovendole fino a trovare il profilo di un uomo o robot, come preferite. In questo caso ho messo la scultura rivolta verso il mare, come se cercasse di guardare l’orizzonte che non vede perché c’è il muro dei bagni. A parte questo mi sembra di vederlo felice di essere qui in Pineta a Lignano». Questa affermazione rivela il senso poetico e insieme ironico della sua creazione: la figura geometrica diventa presenza umana o artificiale, un “guardiano” rivolto verso l’orizzonte invisibile, che nonostante l’ostacolo materiale sembra proiettarsi oltre. La componente ludica — il “giocare con le forme” — si intreccia così a una riflessione più profonda sul limite e sulla tensione verso ciò che è oltre la visione immediata. In questo lavoro, Hoang mostra la capacità di tradurre in chiave astratta la sua sensibilità figurativa, conferendo alla pietra un carattere dinamico e narrativo. La scultura, pur nella sua rigidità geometrica, appare quasi animata: come un uomo o un robot che, pur bloccato da un ostacolo, mantiene viva la propria spinta a cercare un orizzonte, felice della sua presenza nello spazio del parco e in dialogo con il mare poco distante.