scultura, Tobel

Titolo
Fossili
Autore
Tobel (1968/) - ideatore/ esecutore
Cronologia
2007/05/06 - 2007/05/20
Collocazione
Lignano Sabbiadoro (UD) Lignano Pineta
Parco del mare
Codice scheda
OAC_790

La scultura si presenta come un monolite a forma di parallelepipedo posizionato in verticale. Un lato della superficie è ruvido e stratificato con scanalature orizzontali, mentre il lato opposto, presenta una profonda cavità interna, liscia e sinuosa che attraversa il blocco in verticale. La parte sommitale della cavità è forata.

Tobel è uno scultore tedesco noto per il suo approccio radicale e contemplativo alla lavorazione della pietra. Nato a Monaco di Baviera nel 1968, ha scelto fin dagli esordi di non seguire il percorso accademico tradizionale, preferendo una formazione autonoma fondata sull’esperienza diretta con la materia. Questo atteggiamento anticonvenzionale lo ha portato a sviluppare una poetica personale in cui la scultura si configura non come imposizione di forma, ma come processo di ascolto e rivelazione dell’essenza interna del blocco lapideo. Nei suoi lavori, la pietra non è modellata secondo canoni figurativi, ma scavata, svuotata, attraversata da tagli e aperture che generano un dialogo tra vuoto e pieno, luce e ombra. L’artista non plasma, ma “libera” ciò che è già presente nella materia, in una riflessione continua sul tempo geologico, sulla trasformazione e sulla memoria custodita nelle stratificazioni minerali. La sua scultura, spesso monolitica e minimale, si distingue per una forza silenziosa, che invita alla contemplazione e al rallentamento. Dal suo studio immerso nella natura a Valley, Tobel ha avviato una ricerca che lo ha portato a esporre e lavorare in numerosi contesti internazionali. Sin dagli anni Novanta ha ottenuto importanti riconoscimenti in Germania, tra cui il Premio "Sculptor-Path" a Bamberg (1995), il Premio Pro Art International a Rosenheim (1996) e il Premio per la promozione delle arti del Land Baviera (1998). In seguito ha partecipato a simposi e mostre in Austria, Cina, Taiwan, Giappone, Argentina e Cile, affermandosi come voce originale nel panorama della scultura contemporanea. Nel 2006 è stato invitato al prestigioso “Stone Sculpture Museum” di Hualien, Taiwan, dove ha realizzato e venduto sette opere prima ancora dell’apertura della mostra personale. Due anni dopo, una sua opera è stata candidata per il parco scultoreo del villaggio olimpico di Pechino (2008). Le sue partecipazioni a simposi internazionali – tra cui il “Sculpture Lightung” in Baviera – hanno consolidato la sua presenza sulla scena artistica globale. L’opera di Tobel è stata documentata da reportage televisivi, interviste radiofoniche (BR Bayern 2, münchen.tv) e da pluripremiati cortometraggi, che ne hanno evidenziato la profondità filosofica e il carattere introspettivo. La sua pratica, lontana dalle logiche del mercato e della serialità, rappresenta una forma di resistenza poetica al tempo frenetico della contemporaneità.
Tobel illustra così "Fossili": "La scultura 'Fossili' è l'impronta di una conchiglia, ingrandimenti multipli su pietra. Fossile si riferisce alla posizione di Lignano sul mar Mediterraneo e alle conchiglie che vi si trovano. La rappresentazione e posizione sono state scelte in modo che la luce del giorno, che cambia, inondasse la pietra e che colori e contrasti cambiassero nel corso della giornata".
L'opera di Tobel "Fossili", dalle dimensioni imponenti, con una forma primaria e robusta, evoca l'idea di un elemento primordiale o di un reperto geologico. La superficie esterna del blocco è caratterizzata da una lavorazione ruvida e segmentata, con scanalature orizzontali e irregolari, che ricordano gli strati della roccia e il processo di sedimentazione naturale. Questa texture non solo conferisce all'opera un aspetto tattile e organico, ma allude anche al concetto di tempo geologico e alla stratificazione della memoria. L'elemento più distintivo e concettualmente rilevante di "Fossili" è la presenza di una profonda cavità, o "foro", che attraversa parte della scultura. Questa apertura, levigata e sinuosa al suo interno, contrasta nettamente con la scabrosità della superficie esterna. Il foro non è una semplice interruzione della massa, ma un elemento scultoreo attivo: crea un vuoto che cattura la luce, la modula e la riflette, trasformando l'opera in un vero e proprio "canale di luce". La sua forma organica, quasi una conchiglia o un elemento eroso dal tempo, giustifica il titolo "Fossili", suggerendo la traccia di un'antica vita o di un processo naturale impresso nella pietra. Dal punto di vista storico-artistico, "Fossili" si inserisce nel contesto della scultura contemporanea che esplora la relazione tra forma e vuoto, tra materia e luce, e che spesso attinge all'estetica del minimalismo e dell'arte povera per la sua essenzialità e l'attenzione al materiale grezzo. L'interazione con l'ambiente circostante, tipica delle sculture site-specific, è rafforzata dal modo in cui la luce naturale e il cielo blu sono inquadrati attraverso il foro, rendendo la scultura un elemento dinamico e in continua trasformazione.