sul retro in alto: P. M. 05
La struttura è composta da un corpo principale a sviluppo rettangolare che si articola in volumi sovrapposti: tre gradini squadrati che si incontrano con una forma curva e sinuosa che discende lungo il lato, creando un contrasto visivo tra rigidità geometrica e morbidezza fluente. La superficie della pietra, chiara e compatta, porta tracce minime di lavorazione, con incisioni nette che definiscono i passaggi di piano.
Michael Printscheler racconta con semplicità e forza il significato segreto dell’opera: «Una forma severa e una morbida che non si contraddicono, scontrano, ma si armonizzano bene insieme. I tre gradini rappresentano le tre parti di Lignano (Riviera, Pineta e Sabbiadoro). La partoriente simboleggia per me felicità, armonia, successo». È in questa fusione di rigore e sorriso, di stabilità e carezza che l’opera trova la sua voce, calandosi nel paesaggio con dignità e poesia.
Michael Printscheler, nato a Villach nel 1968, porta con sé l’eco materica degli apprendistati tradizionali, avendo appreso l’arte della scultura in legno e pietra fin dagli esordi della sua formazione, prima di perfezionare le proprie competenze all’Accademia di Belle Arti di Vienna sotto la guida di maestri come Joannis Avramidis e nei primi anni Novanta presso lo studio di Michelangelo Pistoletto. Nella sua poetica, la pietra non è mai materia distante, ma corpo vivente, plasmato e al contempo plasmante. Le sue forme, spesso astratte ma nutrite dalla memoria di figure, introducono al linguaggio delle emozioni e della comunità, rendendo ogni opera un atto di conversazione con lo spazio e chi lo abita.
“La partoriente” di Lignano si inserisce in questo filone di ricerca intima e territoriale: è scultura che celebra, suggella un luogo e ne restituisce l’anima. È un’opera che parla dell’identità di un luogo e della delicatezza di uno sguardo. La pietra, levigata e piena, racchiude la felicità e il successo desiderato dall’artista, resi sensibili nella tensione fra rigore e gesto, tradizione e intuizione.