scultura, Giussani Giuliano

Titolo
Tracce
Autore
Giussani Giuliano (1957/) - ideatore/ esecutore
Cronologia
2003/05/11 - 2003/05/25
Collocazione
Lignano Sabbiadoro (UD) Lignano Pineta
Parco del mare
Codice scheda
OAC_809

L’opera è una scultura in pietra di forma parallelepipeda verticale, con base direttamente a contatto con il terreno erboso. La superficie è interamente lavorata con rilievi e incavi di forma ovoidale e irregolare, distribuiti su tutti i lati del blocco. Questi elementi variano per dimensione e profondità: alcuni emergono in rilievo rispetto al piano, altri risultano incavati. Le forme sono raccordate tra loro in modo continuo, senza soluzioni di discontinuità.

Il titolo, “Tracce”, orienta la lettura verso l’idea di impronte lasciate sulla materia: segni che emergono e si ritirano, evocando la memoria di passaggi, sedimentazioni e trasformazioni inscritte nel tempo della pietra stessa. L’opera, pur mantenendo un linguaggio astratto e non figurativo, manifesta un dinamismo interno che sembra animare la massa compatta. I pieni e i vuoti dialogano senza soluzione di continuità, come se la superficie fosse attraversata da una mappa organica in continua metamorfosi. In questo senso, “Tracce” si pone come testimonianza della capacità di Giussani di trasformare la pietra in un corpo vivo, in cui ogni rilievo diventa impronta e ogni cavità segno di una presenza che si è fatta assenza. L’artista sviluppa una scultura che si nutre di geometrie arcaiche e di suggestioni naturali, capace di mediare tra ordine e flusso vitale. La sua attenzione è rivolta al dialogo tra materia e spazio: non si limita a modellare la pietra, ma la lascia parlare attraverso le sue asperità, i suoi segni, le sue stratificazioni. “Tracce” sintetizza bene questo atteggiamento: un’opera che non racconta, ma incide, custodendo nel suo corpo le impronte di un passaggio e aprendo a chi osserva una riflessione sul tempo e sulla memoria.
Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Bergamo, Giussani ha costruito un percorso artistico che lo ha portato a confrontarsi con realtà culturali e geografiche differenti. La sua ricerca trova un momento di svolta nel 1997, quando vince il primo premio al Simposio Internazionale di Scultura di Kitakyushu, in Giappone, evento che consolida la sua dimensione internazionale. Da allora partecipa a numerosi simposi in Europa, Asia, Medio Oriente e Americhe, lasciando opere pubbliche che testimoniano la sua poetica.