sul retro: F. FIABANE 01
La scultura è realizzata in legno scolpito a tutto tondo e rappresenta una figura femminile seduta che tiene in braccio un bambino avvolto in fasce. La donna è raffigurata quasi a grandezza naturale, con gambe allungate e piedi nudi che scendono verticalmente verso il suolo. Il busto è eretto, le braccia sono piegate e sostengono il bambino posto sul lato sinistro. La testa della madre è sollevata e leggermente inclinata, con lineamenti semplificati e stilizzati: occhi chiusi o appena socchiusi, naso diritto, bocca piccola. Il volto, come l’intera superficie, mostra la lavorazione a scalpello lasciata visibile, che produce un effetto di texture irregolare. Il bambino, fasciato strettamente e scolpito con andamento spiraliforme delle pieghe, è tenuto con fermezza dall’avambraccio materno; il volto del neonato, tondeggiante e sereno, è rivolto verso la madre. La mano destra della donna, accostata al petto, sembra in atto di protezione o carezza.
La superficie lignea conserva la tessitura naturale del materiale, valorizzata dalla lavorazione a scalpello che Fiabane lascia volutamente visibile. Questo trattamento conferisce alla scultura una forte intensità espressiva, capace di trasmettere energia vitale pur nella semplificazione dei volumi e dei lineamenti. Il linguaggio dell’artista si colloca in un ambito che unisce la tradizione della scultura lignea alpina e sacra a una sensibilità contemporanea, che ricerca essenzialità formale e immediatezza comunicativa. Francesco Fiabane, scultore bellunese formatosi nell’ambito dell’artigianato ligneo, ha sviluppato nel corso della sua carriera una poetica che privilegia temi universali come la maternità, la famiglia, le relazioni umane e la spiritualità. La scelta del legno come materiale prediletto risponde a un radicamento profondo nel territorio montano e nella tradizione locale, ma le sue figure, spesso stilizzate ed essenziali, mostrano un respiro contemporaneo e universale. La Maternità del 2001 è un’opera che sintetizza pienamente questi caratteri: solenne e intima insieme, fortemente ancorata alla materia e al gesto manuale dello scalpello, e al tempo stesso capace di parlare un linguaggio universale di affetto e protezione. L'opera è stata scolpita sotto un gazebo al parco San Giovanni Bosco di Lignano Sabbiadoro davanti agli sguardi dei turisti a fine luglio 2001. La scultura è stata ricavata da un tronco di cirmolo, albero che cresce ad un'altitudine di 2000 metri sull'arco delle Dolomiti. Inizialmente l'opera venne donata ed esposta alla scuola materna comunale di Villaggio Europa di Lignano Sabbiadoro.
M.D.B., Lignano l’arte nelle strade. Opere e artisti sono ospitati nei luoghi più suggestivi, in Messaggero Veneto, Udine 2001/08/01