sul retro sul telaio in alto: 16/ Prima luce
Una donna con una gerla avanza al centro di un pianoro innevato , la figura è nera e la neve assume tutte le tonalità dal blu al viola. Sullo sfondo i monti Bivera, Crodon di Tiarfin e Pizzocucco sono rosati poiché illuminati dal sole all'alba, il cielo è di un azzurro luminoso.
Il dipinto datato al 1921 fa parte di una serie di opere realizzate a Sauris negli anni 1920, 1921 e 1922 durante i soggiorni trascorsi in compagnia dell'amico pittore Giovanni Napoleone Pellis. Come scrive Franca Merluzzi (1994, 93) i due pittori erano legati da uno stretto rapporto di amicizia e condividevano l'interesse per l'ambiente montano tanto da cimentarsi spesso negli stessi soggetti e nelle stesse inquadrature. Prevalgono i paesaggi innevati invernali quando Barazzutti e Pellis si isolavano a Sauris. Del resto i soggiorni a Sauris, che rimaneva spesso isolata dal resto della Carnia costituivano per Barazzutti l'equivalente della Bretagna o della Polinesia per Gauguin, cioè luoghi dove sperimentare esperienze pittoriche senza il condizionamento di scuole o di correnti, a contatto con una ambiente geografico e umano, semplice e spontaneo. Come scrive Raffaella Cargnelutti (1994, 42) il quadro evidenzia come Barazzutti abbandoni il naturalismo tardo impressionista per far proprio il divisionismo di Segantini "grazie a materiche pennellate di colori complementari tra loro accostati che, nell'insieme, ricostruiscono i volumi e suggeriscono la profondità prospettica della veduta". Franca Merluzzi accentua giustamente le analogie con l'opera di Pellis osservando gli impasti cromatici stesi a spatola e i colori puri accostati secondo le teorie divisioniste. (Merluzzi, 1994, 92) In particolare mi sembra pertinente il confronto con il dipinto di Pellis " Sauris" (1920-1922) dove un vasto pianoro occupa il primo piano, mentre le montagne chiudono in alt o l'orizzonte. (Damiani, 1988, p. 97 tav. 39) Il dipinto può essere messo in relazione con un bozzetto "I monti Bivera e Tiarfin innevati" (scheda 104973) che riproduce il paesaggio senza la fi gura in nero e con condizioni di luce diverse, ma sempre riprese durante il mattino. Complessa e ragionata è anche la composizione del quadro dove si notano in primo piano una distesa innevata, ancora immersa nell'ombra, con i monti rosati appena illuminati dal sole sullo sfondo del cielo. Al centro della composizione una nera figura di donna con la gerla e il fazzoletto sul capo avanza lungo la strada che sale dalla casera Richelan al paese, immersa nel silenzio del luogo e dell'ora. Rispetto ad altri dipinti come "Bimba e veduta di Sauris di Sopra", "Il boscaiolo", "Gli Amici" il paesaggio è prevalente rispetto alla figura umana. Le ombre viola sulla neve, che riflesse i bagliori rosa del sole nascente, e la luminosità dei monti e del cielo mostrano come il pittore giochi su l contrasto tra parti illuminate dal sole e parti in ombra poste in primo piano. I vivacissimi colori del fondo in contrasto con le ombre del primo piano formano dunque una prospettiva cromatica come suggerisce Franca Merluzzi (1994, 93). L'inquadratura è presa da sud sempre dal pianoro Richelan e si notano tutti i monti che chiudono la conca di Sauris verso nord: da sinistra si nota no il Bivera, il Crodon di Tiarfin al centro e il Pezzocucco sulla destra. L'inquadratura ha una grande apertura grandangolare che ricorda i quadri di Segantini, cfr."Maloja" (1895), "La morte" (1898). Nonostante manchi la firma, l'attribuzione a Giuseppe Barazzutti è assolu tamente certa. Come si nota dalla scritta sul retro della cornice il quadro fu esposto con il titolo" Prime luci" alla Seconda mostra di Emulazione fra artigiani operai e piccole imprese di Udine nel 1921, collocato insieme ai quadri di Pellis nella stanza 9 del primo piano della scuola Dante. Il numero 16 tracciato sul retro del quadro accanto al titolo si riferisce al numero dei dipinti esposti, 16 appunto Il dipinto è stato schedato da Franca Merluzzi in occasione della mostra Un pittore a Sauris. Giuseppe Barazzutti (1890-1940) con il numero 1.11 nella sezione 1 Pittura. Vedute e paesaggi.
Giuseppe Barazzutti, Giuseppe Barazzutti. La bottega d'arte, Mariano del Friuli (GO) 1994
Merluzzi F., Pittori emigranti nell'impero e l'artista Giuseppe Barazzutti, in Puje Pore Nuje, Brescia 2002, n.21
Merluzzi F., Pitors a Glemone, in Glemone, Udine 2001
Merluzzi F./ Bucco G., Il gemonese Giuseppe Barazzutti veratile artista tra sacro e profano, in Ce Fastu?, Udine 1993, n.1, LXIX
Damiani L./ Brunello Zanitti E./ Cabrini P., Giovanni Napoleone Pellis 1888-1962, Udine 1988