in basso a destra: F. Pittino, 74
sul retro, sull'intelaiatura di legno in alto a sinistra: FRED PITTINO/ VIA LICINIO 5/ UDINE/
sul retro, sull'intelaiatura di legno in alto al centro: "NATURA MORTA/ IN GRIGIO" 1974/ (OLIO 40 X 70)
sul retro, sull'intelaiatura di legno in alto a sinistra: 3
sul retro, su un'etichetta bianca incollata sull'intelaiatura di legno in basso a sinistra: Fred Pittino (Dogna, 1906 - Udine, 1991)/ Natura morta in grigio, 1974/ olio su tela, cm. 40 X 70/ in basso a destra "F. Pittino 1974"/ sul retro: firma, titolo, data e indirizzo dell'artista
Un pentolina, una teiera, una pipa, una tabacchiera, una sveglia e due bricchi sono disposti su un piano. La parete retrostante è grigia. Su essa è appeso il corno. Dipinto con cornice.
Fred Pittino definiva le nature morte da lui dipinte come dei prodotti tipicamente locali, dove venivano espresse la cultura e le tradizioni friulane. Egli amava particolarmente questo genere perché gli permetteva di progettare. Il tempo di ideazione di queste opere era infatti abbastanza lungo: il pittore ricercava gli oggetti più congeniali per forma e colore, sempre attinenti alla realtà locale. Li reperiva in casa o in giro, poi li disponeva su dei fondali creando delle composizioni che in seguito ritraeva. Lo sfondo ha per l'artista molta importanza e grande attenzione egli riponeva nel scegliere il colore con il quale gli oggetti con la loro forma e le loro caratteristiche cromatiche si sarebbero rapportati. Bricchi e sveglie ritornano nei suoi dipinti sempre avvicinati ad altri oggetti o elementi naturali, in posizioni diverse, ottenendo nuove relazioni volumetriche e cromatiche. Pittino è attento a riportare l'esattezza delle forme, senza avviare un processo di semplificazione. Grande cura è data al colore e agli effetti chiaroscurali sui diversi materiali. Il titolo di questa natura morta esprime l'importanza affidata da Pittino allo sfondo grigio che fonde in un unico spazio gli oggetti scelti per il racconto, poiché l'artista ha sempre interpretato questo genere come un'espressione narrativa della sua terra, di come lui la vede, scegliendo gli elementi che più gli piacevano e disponendoli su una scena dalle linee perpendicolari ed essenziali, costruendo un luogo intimo dove luci soffuse e toni spenti definiscono lo spazio domestico e degli affetti. Questo dipinto venne donato da Enrico De Cillia a Treppo Carnico e fu esposto in pinacoteca già dal 21 settembre del 1975 data dell'inaugurazione presso le sale della scuola elementare, oggi Palazzo della Biblioteca. Pittino prese parte a numerose collettive organizzate dalla Galleria del Girasole che gli allestì anche cinque mostre personali, l'ultima nel 1972 con la presentazione della monografia curata da L. Borgese.
Collezione museo, Dalla collezione al museo. Opere scelte dalla pinacoteca De Cillia di Treppo Carnico, Trieste 2002
Marra M., Pinacoteca E. De Cillia di Treppo Carnico. Guida alla lettura di un patrimonio d'arte visiva, Tolmezzo (UD) 2001
Pinacoteca Treppo, Pinacoteca di Treppo Carnico. Donazione del pittore Enrico De Cillia, Treppo Carnico (UD) 1997
Pinacoteca arte, Pinacoteca d'arte contemporanea di Treppo Carnico. Donazione De Cillia, Tolmezzo (UD) 1983
Menichini D., Pinacoteca. 50 opere di Artisti della Regione. Dono di Enrico De Cillia, Treppo Carnico (UD) 1975
Damiani L., La lirica corporeità di Pittino, in Fred Pittino. Un protagonista dell'arte del Novecento, dal periodo milanese agli anni Settanta, Majano (UD) 1998
Fred Pittino, Fred Pittino, Codroipo (UD) 1988
De Grada R., Dieci anni di pittura di Fred Pittino, Roma 1983
Borgese L., Fred Pittino, Milano 1972