a sinistra, sul foglio: In Christi No(...)
a sinistra, sul foglio: Vi Intus
verso: IA MI/ ANN AETATIS SVAE/ LVII/ 1751
L'uomo è raffigurato a busto intero, di profilo a sinistra, con il capo rivolto verso sinistra e lo sguardo volto al riguardante. Egli è ritratto presso un tavolo coperto da un drappo rosso, in atto di scrivere: con la mano destra impugna una penna d'oca intinta nell'inchiostro nero contenuto in un calamaio posto sul tavolo, mentre con l'altra mano indica un documento che ha iniziato a vergare. Sul tavolo, accanto al calamaio, sono posati dei fascicoli di carta bianca. L'uomo, dai radi capelli grigi, che scendono ad accarezzare le gote, indossa una camicia bianca dalle maniche arricciate ai polsi, chiusi a fascetta con un bottone, che si scorge sotto la sottomarsina e la marsina nere. La marsina è senza collo, con alti paramani decorati da bottoni rivestiti del medesimo tessuto, presenti anche sul davanti e sulle alette sagomate delle tasche. Al collo l'uomo porta una cravatta nera annodata, che scende sul petto.
Il dipinto, identico per formato e dimensioni al ritratto di donna concordemente attribuito dagli studi a Giovanni Francesco Pelizzotti a partire dall'indicazione, invero cauta, di Gilberto Ganzer (Fondazione Museo carnico delle Arti e Tradizioni Popolari "Luigi e Michele Gortani", inv. 1322, cfr. OA 53486 - NCTN 00154826, cfr. Ganzer, 1990, p. 13; Pugnetti, 2006, p. 479), va identificato probabilmente con il ritratto d'uomo che lo studioso indica come il "consorte" della donna, ascrivendo con cautela anche quest'opera al pittore paularino (cfr. Ganzer, 1990, p. 13).
Ganzer G., È popolare la ritrattistica in Carnia nel Settecento? , in Ritratti di Carnia tra '600 e '800. Costumi e tessuti nella tradizione, Udine 1990