Noi usiamo i cookies
Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Le informazioni raccolte attraverso i cookies di tracciamento e performance non identificano alcun visitatore individuale. Se vuoi aiutarci a garantire un servizio migliore premi il pulsante [Accetta], altrimenti scegli [Rifiuta]. Per maggiori informazioni leggi l'informativa estesa sull'uso dei cookie.
Nell'affresco, delimitato da un'incorniciatura composta da due fasce, rossa l'esterna e bianca l'interna, sono raffigurati santi e devoti. Apre la serie, sulla sinistra, sant'Antonio Abate, riconoscibile grazie alla campanella retta con la mano destra e al fuoco nell'altra mano. Al centro della composizione due sante non identificate sono girate l'una verso l'altra ed hanno entrambe le mani sollevate per indirizzare verso l'alto l'attenzione del gruppo di fedeli che si rivolgono loro. Questi ultimi, in parte stanti e in parte inginocchiati, sono in buona misura cancellati da una lacuna. Uno dei personaggi porge alla santa di destra un oggetto ovale. Chiude la serie, sulla destra, un irsuto sant'Onofrio, nudo, ma in parte coperto da fronde, con le mani giunte in preghiera e una colomba sospesa sopra il capo.
L'affresco, proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Valle, va assegnato ad un maestro friulano inserito nella cultura figurativa genericamente indicata come "previtalesca" del secondo quarto del Trecento (Iordan 1999).
Morandini E., Il Museo Cristiano e Tesoro del Duomo di Cividale del Friuli, Udine 2013
Iordan E., Produzione artistica a Cividale in età gotica (1251-1420), in Cividât, Udine 1999