piviale, manifattura italiana, XVIII

Oggetto
piviale
Ambito culturale
manifattura italiana
bottega di ricamatori veneti
Cronologia
1750 ca. - 1760 ca.
Misure
cm - altezza 130, lunghezza 276
Codice scheda
T_37180
Collocazione
Udine (UD)
Museo del Duomo-Cattedrale di Udine

Il piviale è confezionato con un tessuto color cremisi scuro e decoro argentato di fitti motivi floreali e geometrici impostati con uno schema a candelabra. Il manto è di un solo pezzo del tessuto su cui è stato riportato correttamente il ricamo originario a due simmetrie con disposizione radiale e raccordate fittamente da steli dorati: ampi girali che formano motivi a candelabra; quello principale centrale composto da cesti con frutta e fiori, alambricchini, drappi, nappine, conchiglie, cornicette trilobate e ovali, si amplifica in due andamenti con fiori piumati, congiunto a due sequenze di candelabre con i motivi semplificati scanditi da rombi e ovali. Lo scudo contornato da frange d'argento filato e dai galloni in oro filato e seta marrone nei profili, ricamati e applicati come sui contorni di tutte le parti, una porzione del ricamo posizionato specularmene, è asportabile con tre bottoni. Lo stolone di un solo pezzo è interessato dalla ripetizione del motivo a candelabra principale ripetuto specularamente sulla lunghezza. Verso i lati corti sono applicati due stemmi ricamati con tre delfini su fondo azzurro nello scudo fiorito, sormontato da cappello cardinalizio porpora, a cui sottostanno pastorale, croce metropolititana e spada, più esternamente pendono nappine di cordonetto serico.

Il piviale è associato (arbitrariamente nell'ambito d'uso, in sacrestia) ad altri paramenti con cui formerebbe un parato in quarto. Insieme al piviale bianco apparteneva al corredo del Patriarca Daniele Delfino (1734-1762). Pur essendo decorativamente più affine alle realizzazioni a cavallo tra XVII e XVIII secolo, l'analisi del ricamo ha evidenziato la presenza di imbottiture di carta che vengono utilizzate solo con la metà del XVIII secolo; si può pertanto supporre che il decoro sia stato ricamato nel periodo indicato e considerarlo come frutto di un rococò maturo, creato probabilmente da una Bottega di ricamatori, attiva già in precedenza, che potrebbe aver utilizzato un cartone già collaudato, forse anche perchè l'opera potrebbe essere stata commissionata dopo la visione di un disegno. La presenza dello stemma dei Delfino, caratterizzato dai simboli del Vescovo metropolita (Daniele fu il primo per Udine dal 1753) e del cappello cardinalizio (Daniele divenne tale dal 1747) giustificano ulteriormente la proprietà del parato o come una sua donazione.

BIBLIOGRAFIA

Bertone M.B., I tessili dei Patriarchi. Paramenti sacri dal XIII al XX secolo nella Cattedrale di santa Maria Annunziata, Tolmezzo (UD) 2016