Il piviale è realizzato esclusivamente nel tessuto già considerato cosi ricco al tempo, da consigliare un'economia nei tagli. Sotto il capino, ancorato da tre alamari argentati , cela un inserto in Gros di seta avorio. Galloni in filato d'argento applicatii a punto macchina. Frangia d'argento in due altezze è applicata a mano al piviale e al suo capino; allacciatura in argento sbalzato a motivi Rococò. Fodera in taffetas di seta rossa. Reps di seta rosa originario fodera il capino, ma rimangono lacerti di altra fodera, in taffetas rosso. La gran parte delle cuciture è eseguita a macchina.
Il paramento è conosciuto come "paramento Edling", legato alla donazione della nobildonna, sorella dell'Arcivescovo goriziano, che entro nel convento nel 1740, morta nel 1805. In qualità di Madre Superiora, carica che ricoprì per tantissimi anni, abile ricamatrice ella stessa, come riportano le cronache del Monastero donna di cultura avanzata, dotò il chiostro Goriziano di preziosi arredi acquistati a Vienna, ove una sua sorellastra era dama di corte e nutrice della famiglia Asburgo. Le cronache riportano che Giuseppa Teresa Edling in particolare donò manufatti di oreficeria per i Gesuiti, ma sotto la sua influenza furono rinnovati anche gli arredi sacri, anche per opera delle Madri stesse che assimilarono l'influenza dello stile d'Oltralpe nei ricami. Il prezioso tessuto del paramento che porta il suo nome fu verosimilmente portato dalla stessa Edling come "dote" personale, forse un tessuto già usato, dato lo stato di conservazione delle parti metalliche. Il decoro e la tecnica molto complessa impiegata collocano il manufatto nell'ambito dei tessuti a tendenza naturalistica, a grandi composizioni che mantengono un impianto centrale, del periodo proposto, di produzione francese. Altri dettagli nella confezione suggeriscono che il paramento fu confezionato nel XVIII secolo, ma successivamente aggiustato e rifoderato.