in basso a destra: ROSIGNANO
sul verso, sulla cornice in alto: ROSIGNANO / […] / LIRE 35.000 –
L’inquadratura si sviluppa in profondità, con un'articolazione prospettica ottenuta per sovrapposizione di piani, percorsi e costruzioni. In primo piano, si osservano pali e impalcature, una figura maschile isolata e un cartello stradale, elementi che delimitano lo spazio e introducono il tema del lavoro, che si sviluppa nel secondo piano. Al centro si apre uno scavo (una scalinata?), che attraversa una collina movimentata, animata da piccoli personaggi intenti a lavorare. L’ambientazione è definita da edifici anonimi, sparsi in una periferia parzialmente urbanizzata. La materia pittorica appare densa, distribuita con pennellate energiche, secondo una grammatica espressiva in bilico tra figurazione e deformazione lirica. Sul verso è dipinto un paesaggio urbano collinare.
L’opera si inserisce nel corpus pittorico di Livio Rosignano, artista triestino attivo nella seconda metà del Novecento, noto per una rappresentazione partecipe e poetica della realtà urbana e popolare. Cantiere documenta la tensione costruttiva tra individuo e spazio urbano, cogliendo la vitalità e le difficoltà di una periferia in trasformazione. La composizione, percorsa da una forte energia segnica, rivela l’approccio strutturale dell’artista al paesaggio come organismo in divenire, in cui ogni elemento, anche precario o marginale, partecipa al ritmo dell’insieme. La cifra stilistica è riconoscibile nella gamma cromatica accesa, nella deformazione espressiva delle forme e nella narrazione implicita delle azioni umane, caratteristiche che Rosignano sviluppa parallelamente nel disegno e nella pittura. La poetica del quotidiano, l’attenzione agli “ultimi” e la capacità di rendere lirica la fatica del vivere urbano fanno dell’opera una testimonianza significativa della Trieste popolare del secondo dopoguerra.
Livio Rosignano, Rosignano, San Dorligo della Valle 2004
Livio Rosignano, Rosignano. I disegni, San Dorligo della Valle 2005