L’opera, di dimensioni contenute, rappresenta una figura femminile fortemente stilizzata, con un’impostazione che suggerisce un momento intimo e riflessivo, come indicato dal titolo. La superficie bronzea è caratterizzata da una lavorazione vibrante e irregolare, con solchi e striature che richiamano la poetica plastica dell’artista, legata a un’espressività asciutta e concentrata. La figura, appena accennata nei dettagli anatomici, mostra un’impostazione totemica, quasi arcaica, che richiama antiche veneri mediterranee e suggestioni primitiviste. La torsione e la sintesi formale ne accentuano la valenza simbolica.
Donna allo specchio costituisce una testimonianza significativa della produzione scultorea di Mariano Cerne, artista triestino attivo nella seconda metà del Novecento e noto soprattutto per la sua ricerca plastica ispirata alla morfologia del Carso e alla memoria della figura umana. L’opera si inserisce in un percorso espressivo che predilige la verticalità, la sintesi formale e l’uso della materia come mezzo di evocazione interiore. In questa scultura, la figura femminile perde ogni funzione descrittiva per farsi simbolo, frammento di una memoria antica, secondo una sensibilità informale ma ricca di rimandi arcaici. L’opera è parte di un corpus più ampio che comprende anche pitture e ceramiche, in cui Cerne sviluppa un linguaggio coerente fatto di silenzi, presenze telluriche e tracce del paesaggio interiore. La scelta del bronzo e la qualità della fusione testimoniano l’accuratezza tecnica dell’artista, formatosi anche nella pratica artigianale.
Mariano Cerne, Mariano Cerne, Trieste 1960