in basso a destra: COLONI / 65
Il dipinto rappresenta una reinterpretazione del tema della Crocifissione. L’opera mostra una figura centrale crocifissa, scomposta e stilizzata, dai tratti marcatamente deformati, con arti allungati e mani aperte in un gesto di estrema tensione. Il corpo, costruito con un segno denso e incrociato, si staglia su un fondo complesso, articolato in più campiture cromatiche. I colori predominanti – il nero, il rosso e l’ocra – si alternano a inserti di collage nelle aree del torso e dello sfondo.
La composizione, animata da dinamismi vorticosi e strutture radiali, suggerisce una condizione di dolore e frattura esistenziale. Gli elementi grafici e pittorici si intrecciano con forza materica, dando vita a una superficie pittorica fortemente gestuale e drammatica.
Crocifissione del 1965 appartiene alla fase matura della ricerca di Sabino Coloni, artista triestino vicino al Fronte Nuovo delle Arti e protagonista del secondo dopoguerra. In questo periodo l’artista abbandona la fase neorealista per avvicinarsi a un linguaggio espressionista e segnico, segnato dalla lezione dell’Informale europeo e da una sensibilità personale nutrita di tensione civile.
La composizione riflette pienamente la sua “fase segnica”, nella quale il tratto si fa rapido, incisivo e simbolico, mentre le forme figurative si rarefanno o si dissolvono in strutture biomorfe. L’uso del collage e l’accostamento di cromie contrastanti enfatizzano la drammaticità del soggetto, suggerendo un riferimento alla condizione umana nell’epoca della violenza politica e sociale.
Il soggetto, reinterpretato in chiave moderna, si pone in continuità con l’interesse di Coloni per le grandi narrazioni collettive e per la denuncia delle sofferenze storiche e universali.
Sabino Coloni, Sabino Coloni. Mostra antologica nell'ottantesimo dalla nascita, Isola 2011