Piatto circolare in ceramica a fondo bianco, con tesa ampia decorata da una fascia continua in blu cobalto a motivo vegetale stilizzato, che incornicia il cavetto. Al centro è dipinta una figura femminile in costume popolare, resa in modo sintetico e naïf: camicia blu, gonna e grembiule nelle tonalità del rosso e del verde, cappello verde; il volto è definito da pochi tratti di profilo. La donna regge una bandiera tricolore, mentre il cielo e il paesaggio sono appena suggeriti da leggere velature azzurre e da cespugli ai lati della figura.
Il manufatto appartiene alla produzione di ceramiche che, nella prima metà dell'Ottocento, affianca ai motivi ornamentali tradizionali una figurazione di immediata leggibilità. L’elemento iconografico decisivo è la bandiera tricolore, portata da una figura femminile in abito popolare: un’immagine volutamente semplice, che si colloca nel più ampio fenomeno della cultura visiva risorgimentale, in cui le idee e i simboli erano propagati attraverso oggetti d'uso quotidiano quotidiani (stampe, fogli illustrati, ceramiche).
La scena centrale è condotta con disegno rapido, campiture piatte e resa sommaria dei volumi, mentre la tesa è affidata a un repertorio decorativo seriale in blu, secondo una prassi tipica delle botteghe artigianali.
La compresenza di un'ornamentazione che, seppur semplificata, è riconducibile ai repertori decorativi tradizionali e di un soggetto patriottico suggerisce una produzione destinata a un pubblico ampio, in cui il valore dell’oggetto risiede soprattutto nella funzione simbolica più che nella ricercatezza esecutiva. Per la particolare iconografia, il pezzo è databile alla metà del XIX secolo, in relazione alla fortuna e alla persistenza del tricolore come emblema identitario negli anni del Risorgimento.