retro, sul telaio: Vittorio Bolaffio
sulla cornice: Proprietà di Pia Bolaffio
Ritratto femminile di donna anziana a mezzo busto. La donna è ritratta frontalmente con il capo e lo sguardo rivolto verso destra. Ha i capelli raccolti, grigio scuro. Indossa un abito rosso scuro con scollo a V e una maglia nera con collo alto. Sullo sfondo è dipinta una tappezzeria con fondo nero e rose rosse.
Pia Gentilomo Bolaffio, madre di Vittorio, nacque a Trieste nel 1856 e sposò Amadio Bolaffio il 7 luglio 1878. Dal matrimonio nacquero cinque figli: Clelia (1879), pittrice dilettante che sposò il dottor Massimiliano Spitz (cognome poi trasformato in Selvi); Moisè Gino (1880), che fu avviato all'attività di famiglia ma morì prematuramente nel 1999; Vittorio (1883), che all'Anagrafe di Gorizia risulta studente, marittimo, pittore; Lina (1885) che sposò il commerciante israelita Silvio Finzi e che si trasferì a Ferrara; Olga (1888) che sposò il dottor Natale Brioschi e che si trasferì a Milano. Pia Gentilomo veniva descritta da Ettore Cozzani (1932, p. 29) come una donna di "natura casta, entusiasta e un poco fantastica, e profondamente buona e amante di tutte le imprese ideali: al pensarlo vien fatto di parlare a bassa voce: essa non sa ancora, e forse non saprà mai, che suo figlio è morto". La madre di Vittorio si spense il 30 novembre 1937. Questo straordinario dipinto, databile al 1912 circa, rivela l’intensità del rapporto che lo legava alla madre la cui figura, saldamente definita dalla costruttività coloristica delle forme semplificate ed allusive, è ripresa in una positura obliqua, che rifugge da ogni fissità simmetrica consentendo all’artista un’adesione senza residui alla “realtà” del modello: una sofferta partecipazione emotiva svelata dalla verità degli “occhi [che] sfuggivano quelli del figlio, per non lasciar trapelare il presagio del suo destino” (Montenero 1975, p. 25). La gamma coloristica, basata su decisi registri di verde, di rosso e di nero, si addolcisce nella luminosità del volto che spicca sulle note basse dello sfondo di rose rosse dipinte come una tappezzeria. L’attività ritrattistica di Bolaffio fu probabilmente incoraggiata da Amedeo Modigliani incontrato a Parigi – ma forse già conosciuto nei primi anni del secolo a Firenz – e durante il soggiorno alla fine del prime decennio del Novecento (1909-1911 circa). (DELNERI 2007, p. 134)
Pinacoteca estate, Pinacoteca d'estate. Viaggio nel primo '900. Opere della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, s.l. 2010
Delneri A., Schede, in La Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, Vicenza 2007
Vittorio Bolaffio, Vittorio Bolaffio: disegni e dipinti, Venezia 1999
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Bolaffio M., Disegni di vita militare di Vittorio Bolaffio (1883 – 1931), in Archeografo triestino, Trieste 1991, serie IV, vol. LI (XCIX)
Bradaschia G., Andiamo insieme a visitare i Musei Provinciali di Gorizia, Gorizia 1980
Montenero G., Catalogo, in Vittorio Bolaffio 1883-1931, Trieste 1975
Vittorio Bolaffio, Vittorio Bolaffio 1883 – 1931, Trieste 1975
Cossar R.M., Storia dell'arte e dell'artigianato in Gorizia, Pordenone 1948
Malabotta M., Cronache d’arte, in Casabella, Milano 1932, vol. LXXVI, n. 4, ottobre
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