campo della lapide: AEDES. NOSOCOMII/ SVB. AVSPICIIS/ IO.HIERONYMI GRADONICI/ ARCHIEPISCOPI. VTINENSIS/ ANNO MDCCLXXXII. ERIGI. COEPTAS/ ET. CORROGATIS. VNDIQVE/ COLLATISQVE. DE. SVO. PECVNIIS/ AD. MAGNAM. PAPTEM. ALTITVDINIS. PROVECTAS/ PAVLLVS. ANTONIVS. ENRCIVS/ PROVINCIAE. FOROIVL. PRAESES/ TANTI. AVVNCVLI. STVDIA. PROSECVTVS/ IMPETRATO. A. VENETO. SENATV. AD. PLVRES. ANNOS/ AVCTAPIO. VECTIGALIS. VINARII / AD. SVPREMVM. FASTIGIVM. PERDVCENDAS. CVRAVIT/ VII. VIRI. GRATI. ANIMI. MON. P.P./ ANNO. R.S. MDCCLXXXXIV
Lapide rettangolare con iscrizione in lettere capitali allungate, nere, incise su fondo liscio. Agli angoli quattro rosoni scolpiti in rilievo.
L'epigrafe fu posta nel 1794. Ricorda l'erezione dell'ospedale, opera realizzata con il contributo dell'arcivescovo Girolamo Grandenigo. Il vecchio pio Istituto, situato nell'attuale via Stringher, era troppo angusto per ospitare tante persone bisognose. Per ampliare l'edificio si propose una permuta per la quale i Padri conventuali di San Francesco, legittimi proprietari del convento, si sarebbero trasferiti nei chiostri dei Carmelitani in via Aquileia per adattare così il locale ad ospedale. Nel 1770 il Senato veneto accordava l'acquisto del convento del Carmine e la permuta. Il vasto progetto richiedeva molti lavori di riattazione, cosi passarono 10 anni. La prima pietra fu posta il 2 luglio 1782, ma gettate le fondamenta scarseggiavano i mezzi. L'arcivescovo Grandenigo morì nel 1786 poco dopo che l'opera era stata iniziata. Non riuscendo a far fronte alle spese si ricorse alla questua. Nel 1793 la costruzione non era ancora conclusa e non sarebbe stata ultimata se, su sollecitazione del luogotenente Paolo Antonio Erizzo, il Senato veneto non avesse concorso con l'esazione di una tassa di 1 soldo per boccale sul vino venduto in città.
Poiani N., L'ospitale civile di Udine e la sua chiesa, Udine 1899