L'allegoria dalla Scultura è resa da una donna abbigliata classicamente, ritratta seduta di profilo appoggiata a un blocco di marmo mentre osserva la scultura, una sorta di Giano bifronte, che le sta di fronte. Nella mano destra tiene un martello e appoggia la sinistra su un fascio di scalpelli. Sul lato sinistro della scena vi è un torso maschile addossato a un albero dietro il quale, in primo piano, è collocato un mascherone barbuto dalle chiome fluenti.
L'attribuzione dei bassorilievi di Casa Czeiche, progettata dall'architetto milanese Matteo Pertsch nel 1824, rimane tuttora incerto a causa di una disputa personale tra l'architetto e Antonio Bosa, al quale era stato affidato il lavoro. Bosa, infatti, nella veste di professore di scultura dell'Accademia di Venezia, aveva espulso per scarso profitto il figlio di Pertsch, provocando cosi un grande dispiacere all'architetto, che per ripicca aveva proposto di sostituire lo scultore con Luigi Zanidomeneghi. Purtroppo non ci sono pervenuti documenti che possano chiarire definitivamente la conclusione di questa contesa, per cui il problema dell'attribuzione rimane aperto.
Il tema del ciclo è dedicato alle Arti Maggiori: le allegorie di Architettura, Pittura e Scultura sono tra i soggetti più diffusamente scelti come ornamento degli edifici dell'epoca, quasi a testimoniare come l'elemento architettonico e scultoreo avessero raggiunto un forte livello di integrazione.
Firmiani F., Arte neoclassica a Trieste, Trieste 1989
Trieste architettura, Trieste. L'architettura neoclassica. Guida tematica, Trieste 1988