Mascherone raffigurante un volto maschile barbuto, caratterizzato due baffetti arricciati all'insù e da dei voluminosi ricci che gli incorniciano il volto, sul quale spicca un elmo sormontato da tre piume ritorte.
Questo mascherone è opera di Sebastiano Zanon, progettista dì Casa Giussani, nonché autore, insieme ad Antonio Varolla, anche dei "panduri" (mascheroni) del Palazzo della Borsa.
I mascheroni di chiave d'arco sono un ornamento particolarmente diffuso nei portoni triestini del periodo neoclassico, tanto da diventare un elemento connotativo delle facciate dell'epoca.
Gli architetti puristi ritenevano questi "panduri" una particolarità riprovevole, tanto che Righetti giunse a definirli "una bislacca profusione [...] di teste mostruose umane o bestiali", riconoscendo in essi l'ultimo retaggio dell'arte barocca.
Firmiani F., Arte neoclassica a Trieste, Trieste 1989