dipinto, Amalteo Pomponio, XVI

Oggetto
dipinto
Soggetto
resurrezione di Cristo
Autore
Amalteo Pomponio (1505/ 1588) - cerchia
Cronologia
1525 - 1549
Misure
cm - altezza 154.5, larghezza 113.5
Codice scheda
OA_21714
Collocazione
Gemona del Friuli (UD)
Palazzo Elti
Museo civico di Gemona

Il Cristo risorto campeggia la scena: avvolto nel manto rosso con profilo argenteo, regge con la sinistra il vessillo crociato. È circondato da luce giallastra che sfuma gradatamente e si fonde con il grigio delle nubi. Un guerriero di spalle alza lo scudo e nella destra impugna la spada; altre figure di armati sono colte dormienti, attoniti e sbalorditi dalla visione. In lontananza, tre donne (le tre Marie?) sullo sfondo di un paesaggio con chiesa goticheggiante. Sul coperchio del sepolcro, su cui sono appoggiati lo scudo e la faretra, si vede un sigillo in ceralacca con un'aquila stampigliata. Ai toni tenui della parte superiore della scena si oppongono i rossi accesi, i giallo-ocra e il verde della parte inferiore, che contrastano a loro volta con i grigi delle corazze e degli elmi.

Il dipinto, collocato fino al 1976 in sacrestia sopra un armadio, si trova va in origine sull'altare eretto dal salisburghese Wolfang Scheichenwein nel 1545 e restaurato nel 1601 come era attestato da un'iscrizione posta al di sotto di esso. Pensandolo commissionato da tale famiglia, il Marchetti (1958, p.73) lo definisce "buona pala [...] di mano probabilmente tedesca". Per Drusin (1984) l'impostazione della tela in cui si nota diversità di resa tra la parte superiore più di maniera, e quella inferiore, vivacemente mossa, non pare molto legata ai moduli d'oltralpe, bensì di scuola friulana. Anche Luciana Bros (1988, p. 190) ritiene che "l'opera dopo il restauro e la conseguente asportazione di alcune ridipinture che indurivano i contorni delle figure, s'inserisca nel clima artistico imperante in Friuli dopo il Pordenone. In particolare il Cristo risorto si adegua a molteplici modelli iconografici ripetutamente usati dagli allievi del Pordenone, così come le figure dei guerrieri al sepolcro vuoto". Giuseppe Bergamini (1989, p.162) attribuisce la tela a Pomponio Amalteo.

BIBLIOGRAFIA

Merluzzi F., Schede, in Il museo civico di Gemona. Catalogo delle opere, Gemona del Friuli (UD) 2007

Merluzzi F., Schede, in E vennero d'Austria e di Germania. Opere e artisti d'Oltralpe a Gemona (1400-1800), Tavagnacco (UD) 1995