in alto al centro: A PICASSO
in altro a destra: Guttuso
La tela raffigura Pablo Picasso in un atteggiamento di concentrazione assorta: lo sguardo penetrante e leggermente torvo, la mano che sorregge il volto, enfatizzano la tensione interiore del personaggio. L’inquadratura ravvicinata, priva di contesto ambientale, esalta l’espressività del viso e delle mani, trattati con una gamma cromatica ridotta sui toni terrosi e grigiastri, che conferiscono al dipinto un carattere severo e introspettivo. Il pittore spagnolo appare qui restituito con una forza quasi scultorea, distante da idealizzazioni e rappresentato piuttosto come figura popolare e umana, resa con asciuttezza e immediatezza.
L'opera fa parte di un nucleo di dipinti, disegni e stampe che furono di proprietà dell'ingegner Roberto Ruini ed entrarono nelle raccolte civiche con il nome di Collezione Ruini-Zacchi. Gli eredi dell'ingegner Ruini donarono tale collezione all'associazione "La Nostra Famiglia" dalla quale il Comune di Pordenone con un contributo della Regione la acquistò attraverso un iter iniziato nel 2000 e concluso nel 2002. Le opere della collezione, già in comodato presso il museo, vennero presentate al pubblico nel 1999 con una mostra a Pordenone. Nel dipinto il volto di Picasso appare scavato e dallo sguardo intento e grave: una resa che sottolinea il lato umano, il carattere quasi popolare dell'artista spagnolo, lontano da preoccupazioni intellettuali ed estetizzanti (cfr. De Sabbata, La collezione Ruini, 2003, p. 54). La datazione (che può essere congetturata anche sulla base dall'età dimostrata dal soggetto) è riferita al decennio 1950-60. Nel 1953 ebbe infatti luogo la mostra di Picasso a Milano e Roma, da cui può aver avuto spunto l'opera, mentre i colori terrosi avvicinano il dipinto alla Discussione del 1959-60. Il titolo riportato è ipotetico, mancando documentazione al riguardo.
Collezione Ruini, La collezione Ruini per la galleria d'arte moderna, Trieste 2003