in basso a sinistra: Celiberti
Nel 1965 Celiberti visitò il lager di Terezin, in Boemia, durante il regime nazista luogo di detenzione di numerosissimi bambini ebrei. Fra le testimonianze del passaggio dei giovani prigionieri che l'artista vi potè osservare, una poesia intitolata "L'ultima farfalla". Il tema della farfalla, assunto a simbolo di aspirazione alla libertà, ritorna con costanza dopo tale visita nell'opera di Celiberti. L'insetto è qui reso con una pittura di matrice informale il cui carattere materico e messo in evidenzia da segni e graffi. Tali incisioni mimano le scritte e le tracce osservate dall'artista sui muri del lager citato. La materia, spessa come l'intonaco, traduce visivamente la distanza fra l'aspirazione alla libertà e il suo raggiungimento.