scarabattolo, bottega friulana, XVIII

Oggetto
scarabattolo
Soggetto
Gesù Bambino
Ambito culturale
bottega friulana
Cronologia
1700 - 1799
Misure
cm - altezza 35.5, larghezza 52, profondità 27.2
Codice scheda
OA_126636
Collocazione
Udine (UD)
Palazzo Giacomelli
Civici musei e gallerie di storia e arte. Museo etnografico del Friuli

Lo scarabattolo presenta una struttura lignea parallelepipeda, a sviluppo orizzontale, con tre lati vetrati e poggia su quattro piedini a sezione circolare. All'interno è conservato un Gesù Bambino con la testa modellata in cera dipinta e provvista di capelli biondi, mentre il corpo è costituito da un'imbottitura sulla quale sono avvolte fasce orizzontali di colore chiaro scandite da nastri multicolore e da pizzi bianchi e dorati. Il collo è ornato da un doppio filo di perline in vetro. Intorno al Bambino sono distribuiti fiori di stoffa e piccole figure in legno disposte sul fondo nell'angolo destro della teca: esse riproducono alcuni personaggi del presepio come la Vergine inginocchiata in adorazione, un personaggio maschile che potrebbe essere un pastore, il bue e Gesù Bambino, di dimensioni maggiori rispetto alle altre figure. Sulla parete azzurra di fondo è applicato il busto della Vergine in preghiera, con il volto in cera, circondato da piccoli reliquiari, sei brevi devozionali a forma di cuore o di croce in tessuti colorati e decorati, immagini sacre e corone di fiori.

La tipologia dei Bambini in fasce ha origine nel XVIII secolo e può essere riferita ad artigianato monastico. La cura nella scelta dei tessuti e delle ricche decorazioni, spesso con aggiunte di corone o gioielli, aveva la funzione di sottolineare la "regalità" dei personaggi rappresentati. Oltre alla più tradizionale iconografia di Gesù Bambino si incontra spesso anche quella di Maria Bambina, per l'origine della quale "si è soliti fare riferimento alla francescana Chiara Isabella Fornari da Todi, che tra il 1720 e il 1730 avrebbe modellato nella cera delle figure di Maria Bambina; alcune di queste sarebbero poi giunte presso i Cappuccini di Santa Maria degli Angeli. Il prototipo si trova attualmente nella casa madre dell'Ordine dal 1876" (Basta 2002). Il manufatto in esame, come rende noto Luigi Ciceri, è frutto della perizia artigianale monastica del Friuli Orientale (in Religiosità popolare in Friuli, 1980, p. 80).

BIBLIOGRAFIA

Ribezzi T., Schede, in Segni della devozione. Materiali dalla collezione Ciceri, Udine 2005

Ciceri L., Religiosità popolare in Friuli, Pordenone 1980