Paramento liturgico composto da un piviale e da una mitria. Il piviale e la mitra sono confezionati con un tessuto color cremisi scuro e decoro argentato di fitti motivi floreali e geometrici impostati con uno schema a candelabra.
Il piviale è associato (arbitrariamente nell'ambito d'uso, in sacrestia) ad altri paramenti con cui formerebbe un parato in quarto. Insieme al piviale bianco apparteneva al corredo del Patriarca Daniele Delfino (1734-1762) pur essendo decorativamente più affine alle realizzazioni a cavallo tra XVII e XVIII secolo, l'analisi del ricamo ha evidenziato la presenza di imbottiture di carta che vengono utilizzate solo con la metà del XVIII secolo; si può pertanto supporre che il decoro sia stato ricamato nel periodo indicato e considerarlo come frutto di un rococò maturo, creato probabilmente da una Bottega di ricamatori, attiva già in precedenza, che potrebbe aver utilizzato un cartone già collaudato, forse anche perchè l'opera potrebbe essere stata commissionata dopo la visione di un disegno. La presenza dello stemma dei Delfino, caratterizzato dai simboli del Vescovo metropolita (Daniele fu il primo per Udine dal 1753) e del cappello cardinalizio (Daniele divenne tale dal 1747) giustificano ulteriormente la proprietà del parato o come una sua donazione.
Bertone M.B., I tessili dei Patriarchi. Paramenti sacri dal XIII al XX secolo nella Cattedrale di santa Maria Annunziata, Tolmezzo (UD) 2016