in basso a sinistra: Ducaton 84
sul passepartout, in basso al centro: Ellida: Sì, terrore. Credo che un terrore / così solo il mare lo possa incutere.
sul verso, al centro: 13
L'opera appare come una fusione visiva tra una fotografia personale della madre dell'artista ed elementi astratti e simbolici che evocano l’atmosfera drammatica e inquietante della pièce La donna del mare di Ibsen. La scena centrale raffigura una figura seduta su una panchina in un paesaggio all’aperto, una fotografia storica della madre dell'artista, mentre gli elementi astratti intorno alla figura sembrano incarnare mostri marini: draghi o creature serpentine emergono da entrambi i lati del quadro, quasi a circondare la protagonista con una presenza minacciosa e surreale.
La composizione sembra suggerire un equilibrio fragile tra il mondo interiore tormentato delle protagoniste e le forze naturali incontrollabili che le circondano. L’opera è un’intensa esplorazione visiva di temi come il terrore, il desiderio di libertà e la forza del mare come simbolo di potere inconscio. La frase associata al dipinto, pronunciata dal personaggio di Ellida, recita: “Sì, terrore. Credo che un terrore così solo il mare lo possa incutere.” Una citazione che introduce il tema dell’angoscia profonda che il mare rappresenta per Ellida, metafora della vastità e dell’ignoto. Le creature che circondano la figura, dall’aspetto inquietante, rappresentano forse la paura e l’attrazione ambivalente verso il mare, in perfetto accordo con la citazione di Ellida. Le forme astratte e i colori vibranti contrastano con il tono seppia della fotografia, creando una tensione visiva che riflette lo stato emotivo di chi osserva la scena.
Fasolato P., Annamaria Ducaton. La Donna del Mare. Attorno al pensiero della libertà., Trieste 2014