in basso a sinistra: Ducaton 84
sul passepartout, in basso al centro: Ellida: Proteggermi? E che bisogno ho di protezione? Nessuna / violenza esterna mi minaccia. Il terribile è più / profondamente in agguato.
sul verso, al centro: 24
In questa opera Annamaria Ducaton mescola fotografie di sé stessa e di sua madre con forme astratte e suggestioni visive che rievocano un mondo interiore profondo e misterioso. Al centro della composizione, i toni scuri e profondi dominano, evocando la profondità e l’inquietudine del mare, con volute e linee che si disperdono come onde intorno ai volti, uno dei quali appare quasi avvolto in un’aura onirica. Uccelli dall'aspetto inquietante volteggiano sopra il mare.
L'artista è circondate da minacciosi uccelli neri in volo, forse metafora di paure interiori o pensieri persistenti, in sintonia con la frase di Ellida: “Proteggermi? E che bisogno ho di protezione? Nessuna violenza esterna mi minaccia. Il terribile è più profondamente in agguato.” Questa citazione di Ibsen riflette la sensazione che il pericolo non provenga dall’esterno, ma da paure o conflitti nascosti all’interno dell’animo. La scena è pervasa da un’atmosfera di tensione silenziosa, dove il confine tra il reale e il simbolico si dissolve, permettendo all’inquietudine esistenziale di emergere visivamente.
Fasolato P., Annamaria Ducaton. La Donna del Mare. Attorno al pensiero della libertà., Trieste 2014