Un pesante tendaggio rosso costituisce lo sfondo di questa silente natura morta. Appoggiati su un tavolino circolare, coperto da un panno verde scuro, si notano a partire da sinistra una zuccheriera in ceramica di fronte alla quale è posta una tazza dipinta a motivi floreali e vegetali. Poco discosta, scintilla la lama di un coltello, mentre al centro esatto della composizione si scorge un centrotavola, a imitazione di un cestino in vimini, con tre limoni che ravvivano l'atmosfera ombrosa della composizione. In secondo piano, emerge una bottiglia di cristallo molato e dipinto colpita dalla luce proveniente da sinistra.
La sapienza compositiva nell'accostamento degli elementi e soprattutto la resa lenticolare delle diverse superfici colpite dalla luce, costituiscono in via stilistica la conferma della paternità dell'opera a Luigi Comel. Secondo Alvise Comel, il genere della Natura morta fu esplorato dal padre "quasi essenzialmente nel periodo roveretano" per motivi da un lato di carattere didattico e dall'altro di esercizio pratico nei momenti liberi dalle lezioni alla Scuola Reale Elisabettina.
Comel A., Luigi Comel pittore goriziano 1866-1934, Udine 1976