Il piccolo bozzetto recante il Cristo barbato e a mezzo busto, con il volto supplice rivolto verso l'alto e un nimbo raggiato che promana dal capo e abbraccia tutta la figura, indossa una tunica bianca aperta sul petto. Le rapide e corsive pennellate rendono ad evidenza il pathos dell'immagine sacra.
Opera di evidente carattere devozionale, forse, date le ridotte dimensioni e la tecnica compendiaria, studio o bozzetto per un dipinto destinato alla devozione privata, può essere ricompreso entro un arco cronologico esteso al primo quarto del XX secolo, forse realizzato al ritorno di Luigi Comel da Rovereto a Gorizia dopo il 1913.