Lignano, il Casone, dipinto, D'Angelo Otto, XX

Oggetto
dipinto
Soggetto
paesaggio marino con casoni: Lignano Sabbiadoro
Autore
D'Angelo Otto (1923/ 2018)
Cronologia
1950 post - 1999 ante
Misure
cm - altezza 33, larghezza 49
Codice scheda
OA_135978
Collocazione
Lignano Sabbiadoro (UD)
Municipio di Lignano Sabbiadoro
Collezione del Comune di Lignano Sabbiadoro
Iscrizioni

Laguna con casoni e figure. Su un lembo sabbioso si trovano due casoni, architetture rurali tipiche della laguna friulana, intorno alle quali si muovo delle figure: un pescatore su una barca ormeggiata insieme ad un cane, una donna intenta a lavare i panni, un uomo in piedi, un ragazzo seduto intento a lavorare con le mani. In lontananza una barca a vela.

Nato a Silvella di San Vito di Fagagna (Udine) nel 1923, Otto D’Angelo cresce in una famiglia contadina, ambiente che segnerà profondamente la sua poetica artistica. Autodidatta, si forma presso lo studio del pittore Fred Pittino a Udine e attraverso un corso per corrispondenza di Roma.
Dopo la Seconda guerra mondiale si trasferisce a Parigi, dove lavora per oltre un decennio come disegnatore di fumetti e romanzi. Rientrato in Friuli nel 1957, si dedica alla grafica pubblicitaria e all’illustrazione, per poi rivolgersi sempre più stabilmente alla pittura.
Il suo lavoro, che conta oltre un migliaio di opere, rappresenta con sensibilità e realismo la civiltà rurale friulana: paesaggi, borghi, mestieri e feste popolari, in un percorso di memoria collettiva. Nel corso della carriera riceve riconoscimenti ufficiali, tra cui la medaglia d’argento della Provincia di Udine.
Instancabile, si definiva “malato di pennelli” e dipinse fino agli ultimi giorni. Si è spento l’8 settembre 2018, lasciando un patrimonio iconografico prezioso che racconta l’anima del Friuli.Il dipinto raffigura una tipica abitazione rurale in paglia, con annessa scena di vita quotidiana, collocata in un paesaggio lacustre o marino. La presenza della barca e della vela sullo sfondo, unita alle caratteristiche architettoniche della capanna, rimanda a un contesto legato alle comunità di pescatori e agricoltori, come quelle diffuse nelle zone lagunari dell’Italia settentrionale (in particolare nella laguna veneta, dove le “casoni” di canna e legno rappresentavano la tipica architettura povera).
L’opera appartiene alla tradizione pittorica verista e narrativa che, tra XIX e XX secolo, si dedica alla rappresentazione dei mestieri e delle abitudini popolari, con intento documentario ma anche con attenzione alla resa atmosferica. Il pittore non si concentra su un singolo protagonista, bensì costruisce un affresco corale, dove ciascuna figura – la donna davanti alla capanna, l’uomo con la barca, il giovane con il bastone – restituisce un tassello della vita quotidiana.
Dal punto di vista stilistico, la pittura mostra un linguaggio realistico, con una pennellata chiara, controllata, e una tavolozza che privilegia i contrasti tra i toni caldi della terra (rossi, ocra) e i freddi del cielo e dell’acqua (azzurri, verdi). L’impostazione prospettica è semplice ma efficace: la capanna costituisce il fulcro visivo, mentre gli elementi laterali (barca, figure, recinzioni) creano un equilibrio compositivo che guida l’occhio verso l’orizzonte.
La resa atmosferica, limpida e luminosa, inserisce l’opera nella scia del naturalismo tardo-ottocentesco, che tende a unire il dato realistico con un senso di poesia del quotidiano. L’autore non ricerca la drammaticità né la monumentalità, ma valorizza i ritmi lenti e domestici della vita popolare, preservandone i tratti autentici.

BIBLIOGRAFIA

Otto D'Angelo Pittore, Otto D'Angelo. Pittore e illustratore nel centenario della nascita 1923-2018, Sedegliano (UD) 2024