in basso a destra: G. Ub. Valentinis Udine / 1855.
cornice, in basso al centro, targhetta: RITIRATA DI GARIBALDI SVLL'APPENNINO / G. VBERTO VALENTINIS / FRIVLANO / 1819 - 1901
sul verso, su etichetta, in alto a sinistra: "Ritirata di Garibaldi sull'Ap / pennino" - aut. Giuseppe Uberto Va / lentinis nato a Tricesimo 1819 + in 1901 / (vedi reg. doni n. 1005. 23-6-48)
sul verso, su etichetta, a sinistra: 432
Ampia scena ambientata lungo un sentiero di alta collina, dominata da un articolato sistema di rocce, declivi erbosi e una fitta vegetazione resa con minuzia descrittiva. In primo piano, un gruppo di camicie rosse accompagna Garibaldi a cavallo, colto in posizione centrale, mentre la colonna dei volontari, in secondo piano, si snoda sul sentiero in leggera salita. Le figure, di scala ridotta rispetto all’imponente scenario naturale, sono disposte con equilibrio lungo un diagonale che guida lo sguardo verso il fondo valle. L’atmosfera è definita da ampie campiture di cielo, attraversate da nubi scure, che lasciano filtrare fasci di luce nel primo piano e sui monti lontani, in un contrasto tra zone illuminate e ombre profonde.
Il dipinto costituisce uno degli episodi storici più noti della pittura di Giuseppe Uberto Valentinis, che affronta la Ritirata di Garibaldi sull’Appennino integrando il tema patriottico con la propria vocazione per il paesaggio idealizzato. La narrazione dell’episodio – la fuga del Generale dopo la caduta della Repubblica Romana del 1849 – viene affidata a una composizione che privilegia la monumentalità della natura: il paesaggio, vasto e drammatico, diventa il vero protagonista, secondo un’impostazione che rispecchia l’insegnamento fiorentino di Carlo Markò e la tradizione paesaggistica toscana, filtrata con un gusto ottocentesco per le atmosfere limpide e le trasparenze luminose.
L’attenzione minuziosa ai particolari vegetali, la costruzione profonda per piani successivi e la calibrata alternanza fra chiari e scuri rivelano l’assimilazione delle pratiche maturate negli anni di formazione a Monaco e Firenze, dove Valentinis sviluppa una concezione del paesaggio come luogo ideale, capace di accogliere il dato storico senza scadere nel bozzetto aneddotico. Le figure dei garibaldini – ridotte ma precise – funzionano da accento narrativo, senza intaccare la centralità della natura.
Lo stile, caratterizzato da una stesura levigata, da una gamma cromatica raffinata e dall’uso di contrasti atmosferici, testimonia la piena adesione dell’artista a una poetica paesista di ascendenza romantica ma disciplinata, attenta alla coralità dell’ambiente quanto all’esaltazione dell’episodio, senza scadere nella retorica.
Visentin M., Schede, in Tra Venezia e Vienna. Le arti a Udine nell'Ottocento, Cinisello Balsamo (MI) 2004
Visentin M., Schede, in La Galleria d'Arte Antica dei Civici Musei di Udine. II. Dipinti dalla metà del XVII al XIX secolo, Vicenza 2003, II