Adele Luzzatto è ritratta a mezzo busto, di tre quarti, con lo sguardo rivolto all’osservatore; indossa un abito chiaro con scollatura e maniche a sbuffo, rifinito da tulle e trine, con nastri turchesi. Indossa orecchini e una collana con pendenti.
La miniatura, parte di un dittico che comprende il ritratto del marito, è inserita in una cornice rivestita di velluto e appartiene alla tipologia dei ritratti domestici di ambito borghese. L’abbigliamento e l’acconciatura orientano la datazione dell'opera, probabilmente eseguita a metà del XIX secolo, coerentemente con l’affermarsi di una ritrattistica di piccolo formato. Adele Luzzatto apparteneva a una delle famiglie ebraiche più attive nel contesto friulano tra Risorgimento e primo Novecento, ed è ricordata per il continuo impegno civile, ripartito fra opere assistenziali e istituzioni civiche.
Marchi V., Graziadio e Moisè Luzzatto. Due ebrei friulani tra Gorizia, Udine e Trieste, in La Panarie, Udine 2013, 146, n. 177