Bront, fotografi a Cividale

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Bront, fotografi a Cividale

Oltre 6000 immagini, rappresentative dello studio fotografico Bront, attivo a Cividale del Friuli per tre quarti del secolo scorso.

Nei primi anni Venti Giacomo Bront (1885-1972) prese infatti la decisione di intraprendere la strada della fotografia professionale nella città ducale, dove già operava da tempo lo studio Verderi (1910 ca.-1945 ca.) Negli stessi anni anche Remo La Porta aveva iniziato ad esercitare il mestiere di fotografo. Una situazione di concorrenza che testimonia la vitalità di una città che svolgeva una funzione di attrazione per un ampio territorio circostante e che aveva un’importanza pari a quella di centri più grandi. Anche da un punto di vista fotografico a Cividale la fotografia vantava una lunga tradizione. Domenico Zanutto (1840-1913) sin dai primissimi anni successivi all’annessione del Friuli all’Italia vi aveva, infatti, aperto uno studio fotografico. Ma sin qui si è delineata una storia che potrebbe essere simile a quella di altre piccole città italiane.

La particolarità di Cividale sta nel fatto che sia Arturo Verderi (1866-1959) sia Giacomo Bront avevano, così come era accaduto nei primi decenni dopo l’invenzione della fotografia, una grande preparazione nella cultura figurativa. Il primo era un insegnante di disegno, Giacomo invece, discendente da una famiglia di fornai, aveva acquisito da autodidatta una buona competenza in campo pittorico. Se si associa questa sensibilità all’ambiente cividalese, ricco di storia e cultura, se ne deduce come l’attività del fotografo Giacomo Bront travalicasse le frontiere di un onesto artigianato locale per raggiungere traguardi artistici sia nella ritrattistica, che nella rappresentazione del paesaggio.

Nel 2006 la mostra Bront, fotografi a Cividale, il cui omonimo catalogo a cura di Antonio Giusa, edito da Forum Editrice, celebra l’attività dello studio cividalese. L’archivio della famiglia Bront è stato catalogato nell’ambito del progetto sugli archivi fotografici