Orlo troncoconico, collo cilindrico, costolatura fine e obliqua, incolore trasparente
A partire dal XIII secolo compare nel repertorio delle bottiglie medievali anche la cosiddetta anghistera o inghistera con numerose varianti. Il nome, dovuto alla fusione di due termini greco-bizantini (angos o anghion, ovvero “vaso”, e gastra o gastér, ovvero “pancia”), indica un contenitore caratterizzato da un lungo collo cilindrico, con l’imbocco dritto e solo leggermente più ampio rispetto al collo stesso, un corpo espanso e un fondo generalmente apodo fortemente rientrante a conoide (Stiaffini 1993, Zuech 1996).
Buora M., Vetri Antichi del Museo Archeologico di Udine. I vetri di Aquileia della collezione di Toppo e materiali da altre collezioni e da scavi recenti., Trieste 2004
Cassani G./ Fasano M./ Termini A.R., I vetri, in Ceramiche rinascimentali a Udine, Roma 1993