sopra la croce: I.N.R.I.
in basso: S. PIVS QINTVS.
La silografia fu falsificata da Barelli con l'aggiunta della targhetta nell'angolo inferiore destro. La prova della manipolazione del legno è alla Civica Raccolta Bertarelli di Milano, che conserva altri due esemplari ottocenteschi di questa stampa, entrambi su carta con la filigrana GC, riscontrabile diverse volte nel gruppo triestino. Un'incisione (R.S. m 316) presenta la targhetta disegnata in matita rossa di mano di Barelli e, sempre in matita rossa, alcune integrazioni dei bordi, l'altra (R.S. m 317) invece rispecchia lo stato della matrice una volta falsificata. Anche al Museo Civico di Bassano si trova un terzo esemplare del San Pio V in ginocchio davanti al Crocifisso (inv. Inc. Bass. 2226), che testimonia l'intervento del cartolaio milanese; Zotti Minici (1994) lo pone nella prima metà del XIX secolo e lo considera proveniente dalla stamperia dei Remondini. Innanzitutto la datazione va spostata alla seconda metà del secolo , e inoltre non si può essere certi della provenienza della stampa dalla ditta di Bassano (GOLDONI 1995b, p. 40) poiché, nei cataloghi di vendita a cui lo studioso fa riferimento (1778, 1797 e 1817), si cita in modo generi con solo una "Serie di Santi in legno", e non c'è alcuna descrizione dei soggetti delle singole matrici. Il santo raffigurato è Pio V (1504-1572), entrato nell'ordine domenicano nel 1518 ed eletto papa nel 1566, che si distinse durante il suo pontificato per la tenacia con cui portò avanti i principi della Controriforma e la lotta contro i turchi, istituendo la Lega Sacra che nel 1571 sconfisse gli infedeli a Lepanto. Nella stampa Pio V è raffigurato nell'abito papale, c on tonaca bianca, mozzetta e stola, a mani giunte in ginocchio davanti al Crocifisso: tale effigie è tra quelle canoniche nell'iconografia del santo , tant'è che si riscontra pure nel frontespizio di due sue biografie, la Vita del gloriosissimo papa Pio V di Girolamo Catena, edita a Roma nel 1586 , e il De vita et rebus gestis Pii pont. max. di Giovanni Antonio Gabuzio, pubblicato sempre a Roma nel 1605 (SILLI 1968, p. 898). Sotto il profilo stilistico la silografia mostra una buona tecnica d'intaglio, che delinea le forme nel loro rilievo plastico, riuscendo a rendere l a morbidezza delle vesti e del pesante drappeggio alle spalle del pontefice. Una datazione al XVIII secolo sembra plausibile per questa stampa di culto.
Zotti Minici C.A., Le stampe popolari dei Remondini, Venezia 1994
Goldoni M., Le stampe Remondini, in Grafica d'arte, Milano 1995, VI, n. 24
Silli A., Pio V, papa, santo, IV, iconografia, in Bibliotheca Sanctorum, Roma 1968, X