in alto: ARBORO DI FRVTTI DELLA FORTVNA
La silografia in esame è la parte superiore di una composizione a due legni, di cui la stampa n. 83015 costituisce la parte inferiore, falsificata da Barelli con l'aggiunta della firma "DOMINICVS / CAMPAGNOLA / MDXVII".Gli studiosi, a cominciare dal Bertarelli (1929, 1974) fino all'Alberici (1995), si sono trovati concordi nel considerare la stampa l'opera pregevole di un anonimo incisore operante nel Cinquecento, probabilmente in ambito veneziano. La Fortuna con gli occhi bendati, con un rastrello in una mano e una lancia nell'altra, è a cavalcioni su un mappamondo posto sulla sommità di un albero. Essa elargisce i suoi doni alla rinfusa, e la folla si accalca sotto l'albero per accaparrarseli. In secondo piano si vedono i simboli dell'alterna fortuna: una città prospera e un'altra in fiamme, una nave che solca il mare a gonfie vele e accanto un relitto. Mentre l'Alberici (1995) è propensa per una lettura della stampa in chiave strettamente popolare, mettendo in correlazione l'albero della Fortuna con l'albero della Cuccagna, la Goldoni (1992) invece avanza l'ipotesi che n ella silografia ci sia una contaminazione tra il tema popolaresco dell'albero della Cuccagna e quello colto relativo alla Fortuna. Per la studiosa insomma coesistono due livelli di lettura: quello più superficiale della pazzia del mondo, e quello più profondo del saggio che non fa consistere il suo vero patrimonio sui beni caduchi elargiti a rinfusa dalla sorte, non affannandosi perciò per il loro possesso, ma che piuttosto si preoccupa di raffinare e arricchire la propria anima. La contrapposizione tra il sapiente e lo stolto è un motivo presente già nei classici quali Seneca e Boezio, ea Goldoni ritrova quest'elemento elitario anche nella silografia in esame. Certamente è una ipotesi estremamente interessante, ma bisogna anche tener presente a quale pubblico era destinato questo tipo di produzione incisoria definita popolare, e se era in grado di comprenderne tutti i significati o se si limitava a quello più semplice e diretto. Un altro esemplare ottocentesco della stampa è conservato alla Civica Raccolta Bertarelli di Milano (inv. S.PP. m 13-4).
Alberici C., Le stampe popolari profane conservate nella raccolta delle stampe Achille Bertarelli, in Fuoco acqua cielo terra, Vigevano 1995
Davoli Z., La raccolta di stampe "Angelo Davoli". Volume primo: A - Bio, Reggio Emilia 1995
I legni incisi, I legni incisi della Galleria Estense a Milano nel 50° anniversario della morte di Achille Bertarelli (1938-1988), Milano 1988
Landau D., Schede, in I legni incisi della Galleria Estense. Quattro secoli di stampa nell'Italia settentrionale, Modena 1986
Bertarelli A., Le stampe popolari italiane. Introduzione di Clelia Alberici, Milano 1974
Bertarelli A., L'imagerie populaire italienne, Paris 1929