Movia Maria Beatrice, XX

Oggetto
stampa
Soggetto
veduta di Santo Stefano al Quieto
Titolo
S. Stefano
Autore
Movia Maria Beatrice (1920/ 2017) - inventore/ incisore
Cronologia
1970 - 1990
Materia e tecnica
carta/ acquatinta
Misure impressione
mm - altezza 392, larghezza 295
Misure foglio
mm - altezza 700, larghezza 500
Codice scheda
S_125281
Collocazione
Muggia (TS)
centro culturale "Gastone Millo"
Collezione del Comune di Muggia
Iscrizioni

La composizione raffigura una veduta carsica, ripresa dall’interno di una grotta, che definisce un’originale inquadratura ad arco, conferendo un senso di profondità spaziale e prospettica all’opera. Oltre l’apertura rocciosa in primo piano, si sviluppa un paesaggio collinare mosso e punteggiato di rocce affioranti, vegetazione arbustiva e dettagli naturalistici resi attraverso una fitta trama puntinata e fortemente contrastata. Sullo sfondo, al centro della composizione, sembrano emergere le sagome scure di un campanile e di una piccola struttura architettonica, identificabili con il profilo della chiesetta di Santo Stefano al Quieto. L’intera scena è risolta con la tecnica dell’acquatinta, capace di creare sfumature delicate e ombreggiature diffuse che conferiscono all’insieme un’atmosfera evocativa, sospesa e contemplativa.
La tavola è pienamente rappresentativa della produzione grafica matura di Beatrice Movia, artista triestina apprezzata per la sensibilità con cui ha interpretato soggetti paesaggistici di area giuliana, caratterizzati da un’intensità introspettiva e meditativa. La scelta di una veduta incorniciata da una cavità naturale esalta la poetica del silenzio e della riflessione. La raffinata padronanza tecnica dell’acquatinta permette all’artista di ottenere effetti di luce morbidi e vibranti, ispirati da un gusto compositivo vicino alla grafica mitteleuropea. Questa stampa, in particolare, si distingue per l’equilibrio tra precisione analitica e suggestione atmosferica, caratteristiche che posizionano Movia tra le personalità più raffinate della grafica triestina del secondo Novecento. L'opera è coerente con il linguaggio artistico diffuso nel contesto giuliano-sloveno.