in basso a destra: UGO CARA'
in basso a sinistra: VI/VI
Una figura femminile stante, posta frontalmente rispetto allo spettatore e inclinata verso sinistra, si staglia su uno sfondo puntinato di bianco su una base di colore nero. Le linee allungate disegnano un corpo sottile con la rotondità dei seni messa ben in evidenza. La donna tiene in mano un drappo che assume una forma a ventaglio e indossa una lunga veste dalle maniche scampanate. La capigliatura semplificata pare composta da grossi tentacoli, lo sguardo emerge dall'ombra fonda delle orbite, la resa figurativa lascia il passo alla stilizzazione. Iconograficamente l'immagine è riconducibile al prototipo delle "figure con drappo", ricorrente sia in ambito scultoreo che grafico a partire dalla produzione matura del maestro. La forma allungata, l'accento sui seni rotondeggianti, la particolare attenzione al panneggio, sono motivi iconici e riconoscibili della personale interpretazione della bellezza femminile in chiave ellenica di Carà. Sergio Molesi nel 1982 scriveva in proposito: "L'antico come mitico luogo dell'anima, in cui rinvenire una nicchia segreta di creatività, fantasia e libertà."
L'opera in esame mostra un'impostazione simile a sculture quali la "Figura femminile" del 2002 conservata al Museo d'arte moderna Ugo Carà di Muggia (cfr. OA_132309, ID 500129), ma anche ad altre prove grafiche, come ad esempio la stampa "Scherzo", del 1982, di cui si conserva un esemplare nella Collezione Carà presso la Casa delle Associazioni a Muggia (cfr. S_8254, ID 545331). La particolare vicinanza con quest’ultimo lavoro suggerisce un’analoga datazione all'inizio degli anni Ottanta del XX secolo.
Premuda M., Ugo Carà. Il segno dell'artiere, Muggia (TS) 2024
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UNITS
Ugo Carà, Ugo Carà, Trieste 1982