in basso a sinistra, entro il campo figurato: ERZ.
in basso a destra, entro il campo figurato: 10.IV.1974
in basso a sinistra sotto il campo figurato: 19/20
in basso al centro, sotto campo figurato: Arcangelo
in basso a destra sotto il campo figurato: Ernesto Zenari
in basso a sinistra: Ritoccato a mano d. a
L’opera è entrata nelle collezioni del Sistema museale dell’Ateneo triestino nel 2024 grazie al lascito della signora Giulia Cihlar. Si tratta di un’acquaforte dipinta a mano e datata al 1974, intitolata Arcangelo. Il soggetto rientra nella serie che Zenari definisce Strutture umane che intraprende a partire dal 1967, come progressiva evoluzione stilistica derivante dai suoi precedenti ideogrammi spaziali che compone a partire dal 1960. Le Strutture umane rappresentano l’archetipo dell’uomo nella sua essenza fisica e metafisica, in particolare nella serie degli angeli e arcangeli si può ritrovare un affettuoso omaggio postumo all’amico e collega Michelangelo Guacci. Claudio Martelli su Zenari osserva: “il suo linguaggio che nel tempo ha abbandonato la figurazione per avviarsi a un’espressività di sintesi incentrata su simboli ed ideogrammi. […] Sublimazione poetica nella quale Zenari è mosso dall’urgenza del semplificare, di esprimere essenzialmente la tensione dell’essere in un orizzonte di fascinosi paesaggi dell’anima”.
Martelli C., Dizionario degli artisti di Trieste, dell’Isontino, dell’Istria e della Dalmazia, Trieste 1996