in alto a destra: SL
La stampa Soliani fu falsificata da Barelli con l'aggiunta del monogramma "SL", che manca infatti nelle due tirature del legno presenti nei cataloghi di vendita degli stampatori modenesi editi nel 1828 e nel 1864. Non è ben chiaro quale sia l'episodio della vita di Sant'Antonio Abate qui illustrato: dietro al santo, raffigurato con i suoi tipici attributi qual i il bastone con campanello, il maiale e il fuoco in una mano, giace riverso a terra un uomo in armatura, che cerca di schernirsi dalle lingue di fuoco che lo stanno bruciando. Forse ci può venire in aiuto una silografia dei Remondini conservata al Museo Civico di Bassano (inv. Inc. Bass. 1219), che lo Zotti Minici (1994, p. 625, n. 1513, fig. 1513) erroneamente intitola Miracolo di Sant'Antonio da Padova, quando invece la tipologia iconografica del vecchio barbuto in veste da domenicano, con bastone e campanello, maiale e fuoco in una mano non lascia adito a dubbi che si tratti di Sant'Antonio Abate. La stampa Remondini, forse risalente al XVII secolo, illustra un "MIRACOLO DI S. ANTONIO FVORA DI BRESIA": il santo colpisce con il fuoco un uomo in armatura che, schernendolo, ha rubato un pollo offertogli dalla donna inginocchiata col fuso in mano, e lo stesso personaggio è raffigurato disteso a terra privo di sensi. Sopra la figura della contadina le parole "QVELE POL-/ASTRE SONO DI S. ANTONIO". Secondo il folclore popolare (TOSCHI 1948, p. 1538), Sant'Antonio è il protettore degli animali domestici e, nel giorno della sua festa, è uso portare in chiesa gli animali per farli benedire, oppure chiamare nelle stalle il prete, a cui si danno offerte votive in natura. La silografia Remondini si lega certamente a questa tradizione popolare, e probabilmente non riguarda un episodio della vita del santo, ma illustra come Sant'Antonio, invocato dalla contadina, sventi il furto del dono votivo a lui dedicato, colpendo il ladro con il suo fuoco. Anche nella stampa Soliani si vede un soldato a terra colpito dal fuoco di Sant'Antonio, e non è da escludere che l'immagine si riferisca allo stesso episodio, descritto con maggior dovizia di particolari nell'incisione Remondini. Del resto esiste un'altra silografia Soliani (CATALOGO SOLIANI 1864, f. 119) che, come è stato di recente rilevato (GOLDONI 1995b, p.40), presenta, senza scritte, una composizione quasi identica a quella della stampa di Bassano, e ciò dimostra che tale particolare episodio era ben noto. A giudicare dalla stampa e sotto il profilo stilistico, l'incisione in esame dovrebbe risalire alla fine del Cinquecento o al secolo successivo.
Catalogo generale Soliani, Catalogo generale delle incisioni in legno per uso di tipografie di varie epoche di antica spettanza degli eredi di Bartolomeo Soliani, Modena 1864
Incisioni in legno Soliani, Incisioni in legno esistenti nella Reale Tipografia degli Eredi Soliani, Modena 1828, 7 voll.
Zotti Minici C.A., Le stampe popolari dei Remondini, Venezia 1994
Toschi P., Antonio abate, santo, II, tradizioni popolari, in Enciclopedia cattolica, Firenze 1948, I
Catalogo generale Soliani, Catalogo generale delle incisioni in legno per uso di tipografie di varie epoche di antica spettanza degli eredi di Bartolomeo Soliani, Modena 1864