in basso al centro: S. ANTONIO DE PADUA.
in alto a destra: NM
Il monogramma "NM" è una falsificazione di Barelli, e la prova della manipolazione del legno è alla Civica Raccolta Bertarelli di Milano che conserva due altri esemplari ottocenteschi di questa stampa, uno (inv. R. S. 224) privo e l'altro (inv. R. S. 225) con il monogramma. Questa silografia è di dimensioni praticamente identiche al San Francesco d'Assisi in adorazione del crocifisso della scheda S_769, e presenta un a tecnica di discreto livello qualitativo assai simile nell'uso di un sottile tratteggio parallelo e del puntinato nel tentativo di creare l'effetto dello sfumato tipico delle incisioni in rame. Non è perciò da escludere che anche questa stampa, databile probabilmente come la precedente nel XVIII secolo, derivi da un'acquaforte per ora non nota a chi scrive. Comunque la particolare tipologia fisiognomica del Bambino paffuto coi capelli ricci e del Sant'Antonio dal volto tondo con fronte piatta, occhi grandi, naso dritto piccolo e carnoso, bocca piccola e mento a punta è molto affine a quella del Sant'Antonio e il Bambin Gesù della bolognese Elisabetta Sirani (CERA 1982, n. 17 ill.), conservato alla Galleria Estense di Modena. La pittrice eseguì pure varie acqueforti, e forse proprio nella sua produzione incisoria si potrebbe trovare il referente iconografico di questa silografia.
Cera A., La pittura emiliana del Seicento. Repertori fotografici Longanesi: n. 1, Milano 1982