entro la cornice ovale: ET TVAM IPSIVS ANIMAM PER TRANSIBIT GLADIVS
in basso al centro: BVTI FEC
Questa silografia deve essere stata concepita come pendant di un Cristo patiens, del tipo di quello della scheda S_801. In effetti la Mater dolorosa non può essere della stessa serie del Cristo dolens sia perché l'ovale è di dimensioni leggermente maggiori ed è inserito in una cornice rettangolare decorata agli angoli, sia perché è di qualità decisamente più alta, opera dell'ignoto monogrammista "BVTI", sigla che - come suggerisce Davoli (1996) - va forse sciolta in "Benvenuti". La Madonna si può avvicinare dal punto di vista stilistico ai migliori esemplari della serie con Cristo e gli Apostoli, e precisamente ai Santi Simone e Taddeo (GOLDONI 1986, pp. 142 -143, n. 135, tav. 78); è ragionevole perciò supporre che il Cristo patiens della scheda precedente sia una copia dell'originale pendant, eseguito dall'anonimo incisore e andato perduto. La scritta a corredo dell'immagine è tratta dal Vangelo di Luca (2, 35) ed è connessa all'episodio della Presentazione di Gesù al tempio, dove Simeone predisse a Maria le sue sofferenze future dicendole "a te una spada trafiggerà l'anima". Due altri esemplari ottocenteschi di questa stampa si trovano alla Civica Raccolta Bertarelli di Milano (inv. R.S. M 143, R.S. M 144), e un altro nella Raccolta Angelo Davoli di Reggio Emilia (DAVOLI 1996).
Davoli Z., La raccolta di stampe "Angelo Davoli". Volume secondo: Bip - Car, Reggio Emilia 1996
Goldoni M., Schede e sezioni, in I legni incisi della Galleria Estense. Quattro secoli di stampa nell'Italia settentrionale, Modena 1986