conci lapidei del portale
Casa Bellina si colloca nella parte più a Sud di via Patriarca Bertrando, adiacente alla porzione orientale della cinta muraria. A pianta sostanzialmente quadrata, si sviluppa per due livelli fuori terra ed un piano sottotetto ed è parte integrante di un unico edificio con medesime caratteristiche, l’adiacente casa “Cugje” (o edificio Clonfero e Bellina) a Nord, in origine distinta da un mappale differente. Il prospetto su strada non presenta particolari peculiarità: al piano terra si rilevano una porta ed una finestra con inferriata, perimetrate da semplice cornice oggetto di un rifacimento successivo; al piano primo, allineate con i fori precedentemente descritti, due finestre rettangolari; al piano secondo, nuovamente due basse finestre, anch’esse allineate, di forma quadrata. Tutti i fori architettonici presentano semplice cornice in materiale litoide di colore grigio, lievemente sporgente, oggetto di un rifacimento successivo.
Peculiare il portale di accesso al cortile interno, che divide le due proprietà: ad arco a tutto sesto, conserva i conci originari in pietra calcarea, caratterizzati dalla presenza del numero identificativo apposto in fase di rilievo post sisma (come visibile negli schizzi dell’architetto Francesco Doglioni, allegati alla scheda cartacea), e la chiave di volta decorata da un fiore in bassorilievo.
Lievemente differente la ripartizione dei fori architettonici del piano terra prima della ricostruzione post sismica: in una fotografia allegata alla scheda di catalogazione cartacea e di proprietà della Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia – precedente al terremoto, si rileva la presenza di un portale a sesto ribassato (completato nella luce da un portale architravato e presente anche negli schizzi di rilievo post sisma dell’architetto Francesco Doglioni del 1979), nel luogo dell’attuale finestra, e di un ulteriore foro finestra tra i due ingressi. Sono state rimosse, inoltre, le tirantature metalliche di consolidamento, collocate tra i piani primo e secondo.
Analogamente ad altri edifici sulla via, anche casa Bellina ha probabili origini duecentesche, come la maggior parte degli immobili all’interno della cittadella fortificata. Pare che questo edificio, insieme all’adiacente casa Cugje, appartenesse fin dal secolo XVIII alle famiglie dei Clonfero e dei Bellina. Data l’assenza di elementi decorativi significativi, fatta eccezione per il portale ad arco a tutto sesto quattro- cinquecentesco, è probabile che si tratti di un’architettura borghese, nei cui locali i proprietari erano dediti, probabilmente, ad attività commerciali legate al vino. A rafforzare questa ipotesi la presenza di un’ampia cantina, anch’essa risalente ai secoli XV o XVI, e il toponimo locale dell’antica via delle mura, detta “daûr vinazis”. Anche l’adiacente edificio Cugje, in continuità strutturale con il presente edificio, aveva analoga destinazione d’uso.
Ascrivibili al secolo XX, invece, gli edifici prospicienti il cortile interno ed alcune modifiche occorse alla facciata. Non si hanno testimonianze di significative trasformazioni dell’architettura, se non il rifacimento della copertura con struttura il latero-cemento nel secondo dopoguerra ed alcuni lavori di ristrutturazione, in particolare al prospetto al piano terra, nel 1968. Nella scheda redatta nel 1973 per conto della Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia (reperibile cliccando sul riquadro "VISITA IL SITO" posto in basso e nella quale casa Bellina e casa Cugje vengono indicati come un unico edificio), si fa riferimento ad un cattivo stato di conservazione dell’immobile, ricostruito integralmente dopo i sismi del 1976.
L’edificio, distribuito su tre livelli fuori terra, presenta strutture in elevato in muratura in pietra a corsi irregolari e conci di dimensioni variabili e con parti in laterizio, come deducibile dalle porzioni lasciate a vista, intonacata e tinteggiata di colore bianco. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee in vista, manto di copertura in coppi, in laterizio.
Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1971
Bellina A., L’anastilosi nella ricostruzione del Friuli, in Bollettino dell'Associazione Amici di Venzone, Udine 1981, Anno XV – 1986
Fotogrammetria recupero, Fotogrammetria e recupero nei centri storici terremotati del Friuli. Gemona, Venzone, Artegna, in Bollettino dell’Associazione Amici di Venzone, Udine 1988, Anno XVI-XVII – 1987-1988
Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1991