Edificio Burlon, Venzone

Localizzazione
Venzone (UD)
Oggetto
casa
Denominazione
Edificio Burlon
Altra denominazione
Edificio Pascolo e di Bernardo
Ambito culturale
maestranze friulane (?)
Uso storico
abitazione, botteghe (?) - abitazione
Uso attuale
abitazione
Codice scheda
A_2867

L’immobile denominato edificio Pascolo e di Bernardo (o anche casa “Burlon”) si colloca nella parte più a Sud di via Patriarca Bertrando, nella porzione adiacente alla cinta muraria a Est.
L’edificio, in continuità con l’unità abitativa a Sud e con le adiacenti case Bellina e “Cugje” a Nord, si sviluppa per due livelli fuori terra e piano sottotetto. Il prospetto principale si caratterizza per la presenza di un portale centinato, con arco a sesto ribassato (probabile origine quattro- cinquecentesca), prima dei sismi sormontato da uno stemma non più esistente e cornice lapidea di recente fattura. Seguono una finestrella quadrata munita di inferriata ed una finestra rettangolare, forse modificata nel corso dell’Ottocento, che conserva pur lacunoso l’originale davanzale in pietra sbozzata, mentre stipiti ed architrave sono il risultato di un rifacimento successivo. Al di sopra di questa si sviluppa un avancorpo poggiante su mensole di recente fattura, intonacate e tinteggiate, oggetto probabilmente di una modifica occorsa nel XVI secolo su precedenti strutture duecentesche. In cattive condizioni di conservazione, l’avancorpo – in origine ospitante il focolare – è stato demolito e ricostruito nel 1962, insieme ai mensoloni. Tutte le finestre dei piani primo e sottotetto sono perimetrate da cornice lapidea, ricostruita, lievemente aggettante, e completate le prime da oscuri lignei tinteggiati di colore marrone chiaro.

Di probabile origine duecentesca, come buona parte del tessuto del centro storico venzonese, casa “Burlon” fu oggetto di modifiche quattro-cinquecentesche, periodo al quale sarebbero ascrivibili l’avancorpo sulla via (riscostruito nella seconda metà del secolo scorso una prima volta e dopo il 1976 la seconda volta) ed il portale a sesto ribassato. Data la semplicità delle strutture, è possibile che l’edificio fosse adibito a residenza di artigiani, analogamente ad altre abitazioni lungo la via, o di persone al servizio della nobile famiglia dei Candido, probabilmente proprietari dell’architettura come deducibile da uno stemma lapideo in facciata oggi perduto (risalente anch’esso al secolo XVI). L’ipotesi è rafforzata dalla presenza fino ai secoli XVI e XVII di edifici di servizio posti lungo la retrostante via delle Mura, perduti a causa di incuria o incendi. È possibile, data la continuità delle strutture murarie, che in origine casa “Burlon” fosse più ampia e collegata all’edificio a Sud, l’adiacente casa Clapiz, come testimoniavano aperture murate nel portico.
Nel rilievo condotto nel corso della campagna di catalogazione della Soprintendenza A.B.A.P. del 1973, infine, si rilevava un cattivo stato di conservazione dell’immobile. Non si hanno testimonianze di significative trasformazioni dell’architettura, se non la ricostruzione integrale dell’architettura dopo i sismi del 1976.

L’edificio, distribuito su tre livelli fuori terra, presenta strutture in elevato in muratura in pietra calcarea a corsi regolari, intonacata e tinteggiata di colore bianco crema. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee in vista, manto di copertura in coppi, in laterizio.

BIBLIOGRAFIA

Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1971

Bellina A., L’anastilosi nella ricostruzione del Friuli, in Bollettino dell'Associazione Amici di Venzone, Udine 1981, Anno XV – 1986

Fotogrammetria recupero, Fotogrammetria e recupero nei centri storici terremotati del Friuli. Gemona, Venzone, Artegna, in Bollettino dell’Associazione Amici di Venzone, Udine 1988, Anno XVI-XVII – 1987-1988

Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1991

Dove si trova