Villa Sordi, residenza estiva del celebre attore, fu progettata tra il 1958 e il 1959 dall'architetto Aldo Bernardis compiacendo il desiderio dell'attore di sfuggire ai suoi ammiratori, mantenendo la propria privacy. Proprio per questo il progetto voleva valorizzare gli spazi interni come fossero un rifugio: la villa non intendeva esporsi verso l'esterno, ma piuttosto nascondersi nel paesaggio accentuando un carattere di riservatezza. La caratteristica principale è l'ampia copertura in coppi dalle falde fortemente inclinate: quest'aspetto, dal forte impatto visivo, da un lato ne amplifica il suo carattere introverso, dall'altro è una risposta alle condizioni climatiche della zona permettendo un'efficace gestione delle acque piovane e proteggendo al contempo gli ambienti interni dalla luce solare diretta. Il tetto si appoggia su una serie di telai in cemento armato, piegati ad angolo ottuso, che svolgono una funzione statica fondamentale, supportando il peso del tetto, ma contribuiscono anche a scandire ritmicamente i prospetti della villa. L'edificio si sviluppa prevalentemente su un unico piano fuori terra, con la presenza di una parte soppalcata.
La villa si inserisce all’interno di un'iniziativa strategica promossa dalla società Lignano Pineta, tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60, che intendeva attrarre personaggi del mondo dello spettacolo per contribuire alla visibilità e alla promozione turistica della località, attraverso l'offerta gratuita di un lotto di terreno su cui costruire una propria abitazione. Alberto Sordi aderì a questa proposta e diede vita alla sua residenza estiva. Fu progettata tra il 1958 e il 1959 dall'architetto Aldo Bernardis il quale, nel giugno del 1957, conobbe personalmente l'attore durante le scene del film "La grande guerra". Nel corso degli anni sono stati effettuati interventi di ristrutturazione, manutenzione ordinaria e restyling degli ambienti interni. Dalle immagini storiche disponibili sulla piattaforma Google Earth, si può riscontare come, a partire dal 2008, la recinzione del lotto che affaccia su Arco del Maestrale ha subito alcune modifiche: alcuni pannelli in laterizio sono stati sostituiti da una siepe, l'accesso carraio è stato spostato in avanti (sempre lungo Arco del Maestrale) e l'accesso pedonale, in origine adiacente al vecchio passaggio carraio, è stato ruotato di 90° parallelamente a Raggio del Bisato. La villa, ancora oggi, è un’opera di grande eleganza e allo stesso tempo un luogo che nasconde il suo fascino, puntando sulla discrezione piuttosto che sull’esposizione.
Sequenza di telai in cemento armato piegati adangolo ottuso, su cui poggia la copertura.
Aldo Bernardis, Aldo Bernardis. Architetture a Lignano, 1953-2003, Udine 2024
Dentro Lignano, Dentro Lignano. Un percorso fra le architetture per le vacanze / Inside Lignano. Holiday Homes and Seaside Architecture, Udine 2019