L’immobile denominato “edificio cinquecentesco” si colloca all’angolo tra le vie Patriarca Bertrando e via Santa Caterina, nei pressi della porta orientale delle mura detta di San Genesio.
A pianta pressoché quadrata, si sviluppa per due livelli fuori terra e piano sottotetto. Il prospetto su via Patriarca Bertrando, a Est, presenta facciata quasi simmetrica, con caratteristico portale a tutto sesto con conci di pietra calcarea quasi esclusivamente di recupero; alla destra di suddetto portale, tracce di una preesistente apertura a sesto ribassato, di probabile origine duecentesca; anche a sinistra, al di sotto del foro finestra, sono visibili tracce di stipiti di precedenti configurazioni. Tutte le finestre del piano terreno, di forma quadrata, sono dotate di inferriata e cornice in pietra oggetto quasi integralmente di recente rifacimento, fatta eccezione per la prima finestra a sinistra (al di sotto della quale si leggono tracce di una precedente apertura – ora murata - di maggiori dimensioni), caratterizzata da cornice in pietra di tipo arenaria, molto scagliata ed alcune porzioni di cornice di altre finestre. Sulla sinistra, tra le prime due campate, si rileva la presenza di una strombatura della parete, che per una porzione del prospetto risulta essere di maggiore spessore. Al piano primo finestre con cornice lapidea, davanzale e architrave modanati, oggetto di recente rifacimento. Al piano sottotetto, infine, le finestre presenti occupano unicamente le prime due campate a sinistra: di forma quadrata, sono dotate di inferriata e semplice cornice lapidea, oggetto di recente rifacimento, in contrasto cromatico con il colore giallo crema dell’intonaco.
Il prospetto su via Santa Caterina, a Nord, presenta caratteri analoghi. Al piano terra, portale architravato con trabeazione modanata lievemente aggettante: gli elementi costituenti il portale, in pietra arenaria di colore grigio scuro, presentano parziali integrazioni recenti. Alla destra del portale si leggono tracce di una precedente apertura, conci allineati che rivelano i piedritti di un foro non più esistente. Le tre finestre del piano terra e le quattro del livello successivo ripropongono le caratteristiche descritte in precedenza per l’altro prospetto e risultano oggetto di recente rifacimento, fatta eccezione per lo stipite di sinistra della finestra più a Ovest al piano terra, in pietra arenaria e di recupero. Un’unica finestra caratterizza il secondo piano, in corrispondenza della seconda campata, priva tuttavia di cornice.
Internamente, al primo piano, il palazzo conservava lacerti di affreschi analogamente ad altri palazzi venzonesi. I decori, a tema floreale e con lo stemma del Comune, erano ascrivibili ai secoli XIII e XIV e dunque tra i più antichi rinvenuti negli immobili della cittadella. Tali lacerti sono andati perduti con i sismi del 1976.
Di probabile origine duecentesca (come la maggior parte degli edifici all’interno della cittadella fortificata), il palazzo cinquecentesco come anticipato dalla denominazione deve la sua configurazione attuale (sebbene ricostruita) a modifiche occorse nel secolo XVI, epoca in cui sono ascrivibili gli affreschi un tempo presenti al suo interno (tra i quali lo stemma di Venzone, addirittura precedente, perduto dopo i sismi del 1976) ed alcune tavolette lignee a tempera con scene di caccia rinvenute all’interno dell’edificio nel 1971. Le tracce di aperture originarie a sesto ribassato, visibili nelle porzioni di facciata volutamente lasciate a vista, avvallano l’ipotesi di un’edificazione ascrivibile al secolo XIII, nonché di cambi di destinazione d’uso: si ipotizza che l’edificio fosse adibito a scuderia ed albergo. Sottoposto a sommari restauri nel secondo dopoguerra, che interessarono tuttavia unicamente copertura e solai (sostituzione di strutture lignee con orizzontamenti in laterocemento), l’edificio fu ricostruito nel 1983.
L’edificio, distribuito su tre livelli fuori terra, presenta strutture in elevato in muratura in pietra, con conci sommariamente squadrati e posti in opera a corsi regolari, intonacate e tinteggiate di colore giallo crema. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee, manto di copertura in coppi, in laterizio.
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