Un muricciolo, a destra, e una staccionata sulla sinistra, limitati in altezza dall'inquadratura del soggetto, scindono idealmente in due piani il cartone e fanno da coronamento ai protagonisti della composizione (i fagiani); lasciano loro alle spalle un'apertura su un paesaggio naturalistico parzialmente indefinito, di evidente sintesi compositiva, esteso sul fil o dell'orizzonte. I "Due fagiani" sono rappresentati proprio in posizione centrale, volti in direzioni diametralmente opposte, dandosi, l'un l'altro la schiena; il loro piumaggio è variopinto e il collo è proteso a terra in cerca di cibo.
Il cartone raffigurante "Fagiani" fu realizzato dal pittore Anzil nel 1956 come saggio didattico per gli allievi della Scuola Mosaicisti. Anche se i due volatili vengono trattati con una tecnica pittorica elaborata con morbidi trapassi di colore e velati chiaroscuri, difficili da rendere in mosaico, il soggetto è stato ripetutamente tradotto in pannelli musivi di piccolo formato, cui furono assegnati a volte titoli diversi per singola copia (si veda la bibliografia): essi furono eseguiti in smalto e paste vitree presso i laboratori della Scuola. Realizzati inizialmente come saggi didattici, molti pannelli furono venduti nel corso degli anni a committenti affezionati, i cui nomi sono sovente elencati nei Registri d'Archivi o sulla produzione della Scuola. Al signor Menegon di Milano, per esempio, furono vendute due copie dello stesso soggetto: una il 17 agosto 1957 e una il 6 ottobre del 1961 (reg. 1, part. 1255, 2038; reg. 3, part. 1255, 2038); lo stesso si verificò con il signor Odorico di Torino: due pannelli, realizzati in laboratorio nell'anno scolastico 1957-1958, gli furono venduti il 3 febbraio 1959 (reg. 1, part. 1341, 1342; reg. 3, part. 1341, 1342), uno, invece, gli fu consegnato il 18 luglio 1960 (reg. 1, part. 1886; reg. 3, p art. 1886). Il soggetto raffigurante "Fagiani" tastò comunque il gusto europeo. Il Mosaika Berna, per esempio, se ne procurò un campione i n mosaico, insieme a un altro pannello, in smalti, raffigurante uno tra i soggetti più cari ad Anzil negli anni Cinquanta e Sessanta ("Tacchini"): entrambi furono acquistati il 27 marzo 1959 (reg. 1, part. 1460; reg. 3, part. 1460). Anche i cultori del mosaico francesi e tedeschi documentano la loro predilezione per un soggetto di gusto popolare come "Fagiani" (reg. 1, part. 23 10, 2438; reg. 3, part. 2310, 2438), senza contare quella d i un emigrato come il signor Bertoli Amerigo di New York, che probabilmente ritrovava nell'opera di Anzil le immagini e i ricordi della propria terra di origine (reg. 1, part. 1473; reg. 3, part. 1473). Naturalmente anche la committenza locale non rimase indifferente all'acquisto di un soggetto che riscuoteva il gusto di molti privati degli anni Cinquanta e Sessanta, epoca in cui si registrano più numerose le richieste (reg. 1, part. 156 5, 1566, 1600, 1601, 1715; reg. 3, part. 1565, 1566, 1600, 1601, 1715; re g. 4, part. 4248; reg. 5, part. 194). Il virtuosismo tecnico, da affinare e da adottare nei campi di più soffuso chiaroscuro, suggerì, per altro, lo spunto per l'analisi dell'opera in laboratorio come prova didattica, i cui saggi sono documentati dal 1957 (reg. 1, part. 1320; reg. 3, part. 1320) fino alla metà de gli anni Ottanta (reg. 4, part. 4101; 4550).
Inventario bozzetti, Inventario bozzetti, in La Scuola Mosaicisti del Friuli. Inventari degli archivi, Villa Manin di Passariano 2000
Pictor imaginarius, Pictor imaginarius. 60 anni dall'archivio della Scuola di Mosaico di Spilimbergo, Spilimbergo 1990