scultura, Garelli Pablo Augusto

Titolo
Angelina al mare
Autore
Garelli Pablo Augusto (1960/) - ideatore/ esecutore
Cronologia
2007/05/06 - 2007/05/20
Collocazione
Lignano Sabbiadoro (UD) Lignano Pineta
Parco del mare
Codice scheda
OAC_794

La scultura i si presenta come una figura femminile ridotta a forme essenziali e sintetiche. Il corpo è privo della parte superiore del busto e della testa, mentre la zona inferiore è resa con grande evidenza volumetrica: fianchi larghi, cosce robuste, glutei pieni e compatti. La figura si erge in posizione eretta, con le gambe stabili e leggermente divaricate, su un basamento parallelepipedo.
Dalla parte superiore del corpo, dove il volume della pietra si interrompe in una linea netta e obliqua, emergono delle ali metalliche fissate con bulloni. Si tratta di lamine di ferro traforate da aperture circolari e sagomate in modo da suggerire il movimento. Le lastre si proiettano nello spazio come estensioni del corpo, in forte contrasto cromatico e materico con la pietra chiara e compatta.

“Angelina al mare. Di forme abbondanti e movimento, vuole rappresentare la sensualità dell’estate e il gioco delle forme della sinuosità femminile. E dice di essere venuta per restare vicino al mare” sono le parole con cui Pablo Augusto Garelli racconta la sua scultura, e proprio in esse si avverte l’intento di dare corpo non soltanto a un’immagine ma a un’atmosfera, quella sospesa e vibrante della stagione estiva, in cui il corpo femminile diventa simbolo di vita, energia e desiderio. Le “forme abbondanti” che l’artista scolpisce in pietra di Aurisina non sono un eccesso ma una celebrazione: curve generose, solide e al tempo stesso mosse, che si aprono al ritmo e al fluire del mare. La sensualità di cui parla Garelli non è mai mero compiacimento, ma la forza di una femminilità che abita la natura, la accompagna e la completa. E quell’ “essere venuta per restare vicino al mare” diventa una dichiarazione poetica: la scultura come presenza permanente accanto alle onde, figura umana trasformata in paesaggio, testimone silenziosa di un dialogo senza fine tra la materia scolpita e l’elemento liquido.
L’opera, nella sua apparente semplicità, unisce due linguaggi: da una parte la compattezza della pietra che ancora alla terra, dall’altra le ali di ferro che introducono un movimento inaspettato, quasi un soffio che alleggerisce il corpo e lo apre all’orizzonte. È un equilibrio tra pesantezza e leggerezza, tra stabilità e tensione dinamica, tra la permanenza del corpo e la mutevolezza del mare.
Pablo Augusto Garelli formatosi in Argentina, intraprende presto un percorso di ricerca che lo porta a intrecciare tradizione scultorea e linguaggi contemporanei. La pietra, soprattutto quella locale nei luoghi in cui lavora, diventa il nucleo del suo fare artistico: compatta, antica, carica di memoria geologica, capace di legarsi al paesaggio e di riflettere l’energia vitale delle forme che vi vengono scolpite. Nel corso della sua carriera Garelli partecipa a numerosi simposi internazionali, lavorando tra America Latina ed Europa, e in Italia trova un terreno fertile per sviluppare la sua poetica grazie all’incontro con la pietra d’Aurisina. Le sue sculture si concentrano su volumi essenziali, figure umane ridotte a sintesi di curve e linee, che si aprono però a contrasti materici e cromatici inserendo il ferro e altri materiali contemporanei. Angelina al mare resta una delle opere più evocative del suo passaggio a Lignano: una donna di pietra che si fa simbolo della sensualità estiva e della permanenza del corpo accanto al mare, presenza arcaica e al tempo stesso modernissima che testimonia il dialogo inesauribile tra natura, materia e arte.